Provincia – Botte alla moglie che lo voleva lasciare, operaio a processo

Marina Mingarelli
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Il complimento più tenero che un operaio di 48 anni aveva fatto alla moglie era quello di chiamarla “muso di porco”, oppure “Giuda” per via dei sospetti che aveva circa la sua fedeltà. La situazione poi era peggiorata quando la coniuge gli aveva chiesto la separazione.

Essere sottoposta a continue vessazioni, essere costretta a vivere in un clima di terrore e di minacce, aveva procurato alla donna sofferenze indicibili. Così aveva deciso di chiudere con quella storia. Ma da quel momento l’ex marito, che risiede in un comune della provincia, aveva cominciato a perseguitarla. A suo dire la moglie una casalinga di 45 anni, lo aveva lasciato perché aveva una tresca con un altro uomo. A rovinare quel rapporto matrimoniale proprio la sua gelosia ossessiva. Quando stavano insieme non faceva altro che controllare come si vestiva, con chi parlava, addirittura controllava persino quanto tempo passava nella sala da bagno. Per non parlare delle volte che la percuoteva colpendola con pugni e calci. L’ultima volta che l’aveva aggredita le aveva causato lesioni personali che l’avevano costretta a ricorrere alle cure ospedaliere. La casalinga si era presentata al pronto soccorso con il volto tumefatto e contusioni su tutto il corpo. I medici del nosocomio frusinate avevano stilato una prognosi di sette giorni. La prima udienza si terrà il prossimo novembre. La vittima è rappresentata dall’avvocato Sonia Sirizzotti.
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