Cassino – Franco Vettese. Le ricerche continuano tra smarrimento e timore

Dante Sacco
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(di Dante Sacco) Sono passate altre ore e la ricerca sembra divenire vana. Dal piazzale della Rocca Janula, dove hanno trovato ospitalità i mezzi di soccorso e le auto dei volontari, il silenzio sembra prendere il sopravvento. I sopralluoghi reiterati, le discese nei crepacci sono motivate ancor più dalle parole della moglie di Franco Vettese che nella diretta televisiva di “Chi l’ha visto?” ha asserito, lasciando un po’ confusi gli astanti, che il marito l’avrebbe contattata dopo la scomparsa per chiedere acqua e medicine.

Franco, a detta della moglie, in quel momento si doveva trovare in un punto preciso della città ma, raggiunta la zona, di lui non vi era affatto traccia. In città intanto si assiste al via vai di mezzi di soccorso, al volo ancora degli elicotteri e alle riunioni serali di gruppi di volontari che pianificano le ricerche spulciando dai tablet e dagli smartphone le mappe satellitari. Sono loro, i cittadini, che si pongono domande e si immedesimano in Franco e nei passi che avrebbe potuto fare per giungere a ridosso di Monte Cassino o più su. Da ciò prendono forma le idee propedeutiche ai successivi sopralluoghi e per limitare le aree di azione. Ma quel che sta accadendo sembrerebbe avere un che di illogico e preoccupa in prima battuta la famiglia, della quale testimoniamo un singolare silenzio social, e la cittadinanza intera che si trova a fare i conti con un sentimento eterogeneo di smarrimento e paura. Smarrimento esistenziale nel pensare che spesso gli anziani vengono lasciati nella loro indipendenza ma talvolta hanno bisogno di ancor più cure e attenzioni di quanto, chiunque, ne abbia e ne metta in campo. L’altro sentimento è senza dubbio la paura. Paura nel pensare che Franco Vettese sia caduto disgraziatamente e sia in sofferenza. Resta un presentimento di dramma che combatte con la speranza sincera di sapere Franco di nuovo a casa, tra le pareti domestiche con i propri familiari, tra gli abbracci. Magari preso per mano ancora, pronti per un’altra passeggiata.
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