Perquisizione e sequestro nello studio e nell’abitazione di due avvocati ciociari, da parte del tribunale della procura della repubblica di Verbania, il 30 settembre scorso, presenti i difensori Francesco Caroleo e Alfredo Scaccia: la corte di Cassazione sezione V ha ritenuto illegittimo l’acquisizione di tutto il materiale informatico in possesso degli avvocati, annullando così l’ordinanza di sequestro emessa dal gip di Verbania dott. D’Urso.
In precedenza, va detto, c’era stato l’accoglimento del ricorso presentato dall’avvocato Alfredo Scaccia per la restituzione della somma sequestrata pari a 80 mila euro da parte del Riesame, somma che è stata restituita. La vicenda risale ad alcuni mesi fa quando un petroliere piemontese era stato indagato per false fatturazioni per operazioni oggettivamente inesistenti, bancarotta fraudolenta e distrazione. A seguito di tale indagini gli uomini della Guardia di Finanza di Vercelli avevano fatto irruzione nelle abitazioni e nello studio dei due legali alla ricerca di documentazioni che potessero in qualche modo incastrare il petroliere alle sue responsabilità. Nel corso della perquisizione erano stati trovati circa 80 mila euro nell’abitazione del piemontese e 78 mila euro nella casa di uno degli avvocati frusinati. Sospettando che si trattasse di denaro di provenienza illecita era stato sottoposto a sequestro giudiziario. Ebbene il provvedimento emesso in tal senso è stato ritenuto nullo per la mancata riferibilità delle somme ai reati per cui vi era stata la contestazione. Sia il petroliere che l’avvocato sono riusciti a dimostrare la tracciabilità di quel denaro. Da qui l’annullamento dell’ordinanza. Mar.Ming.
