Lo scorso 31 marzo è terminato lo stato di emergenza sanitaria; a partire da domenica 1° maggio c’è stato un allentamento considerevole sulle restrizioni imposte dalle misure antiCovid. Eppure….forse ci sentiamo liberi a metà?
Nonostante siano ormai decadute quasi tutte le imposizioni adottate per il contenimento epidemiologico, che soprattutto nei mesi tra settembre ed aprile degli ultimi due anni hanno cambiato la nostra vita sociale in maniera considerevole, sembrerebbe che le persone siano restie a lasciarsi alle spalle quelle che, evidentemente, sono ormai un’abitudine radicatasi nel tempo. Nel weekend ed in questi primi giorni della settimana, con la collaborazione di alcuni operatori impiegati in diversi settori, abbiamo prestatilo attenzione al comune comportamento della cittadinanza nel quotidiano. Relativamente all’utilizzo delle mascherine, ad esempio, avete notato che in tantissimi ancora le indossano? Nei supermercati, nei negozi, negli uffici, in attesa che arrivi l’aperitivo al bar oppure per consumare nei ristoranti, a passeggio in centro, al mercato rionale. Che sia quella chirurgica oppure la “soffocante” FFP2, quasi tutti i visi che incontriamo sono ancora parzialmente coperti. Salvaguardare se stessi e gli altri con l’utilizzo del dispositivo di protezione individuale è sicuramente un atteggiamento responsabile ma, in effetti, non sempre necessario: non sempre lo si indossa perché in presenza di affollamenti o in condizione di assembramento oppure in condizioni che richiedano particolare accortezza, tutt’altro! Anche nelle aree all’estero, quando gli spazi ci concedono un distanziamento interpersonale comodamente largo, le persone stentano ad abbassare la guardia. Ciò era già successo lo scorso febbraio quando, a partire dall’11, era decaduto l’obbligo di indossare le mascherine all’aperto, a meno che non ci si trovasse in situazioni di rischio. Anche allora gli italiani avevano comunque adottato la linea della prudenza. Insomma, che non si tratti di una preoccupante psicosi collettiva? O più semplicemente si va verso la ripresa della normalità a piccoli passi, passi gradualmente ponderati? Ricordiamo che, come previsto dall’ultimo Decreto, l’obbligo della mascherina FFP2 si intende, fino al 15 giugno, a bordo di aerei, treni, metropolitane, bus, nei cinema, teatri, sale da concetto e palazzetti al chiuso, per gli studenti da 6 anni in su fino al termine dell’anno scolastico in corso, per di visitatori di ospedali, RSA, ospice e strutture riabilitative. Il dispositivo di protezione individuale è fortemente raccomandato nel luoghi di lavoro. Non più necessario, ma raccomandato, “solo nelle situazioni a rischio” in negozi, supermercati, ristoranti, bar, stadi, teatri all’aperto, chiese. (immagine dal web) Sara Pacitto
