Il Gruppo locale ‘Fare Verde Patrica’ che aderisce a Fare Verde Provincia di Frosinone APS rivendica “le grandi pressioni esercitate” dal sodalizio ambientalista “su tutte le Autorità Competenti” che hanno finalmente comportato la pulizia di Fosso Vadisi ella zona ASI di Patrica.
Lo stato delle acque del fosso
“Il fossato – ricordano da Fare Verde – che dalle analisi dell’Arpa Lazio risultò fortemente inquinato, è stato trasformato da fosso delle acque piovane affluente del fiume Sacco in fogna a cielo aperto. In buona sostanza è stata creata una deviazione con tanto di sbarramento al fiume inviando così l’acqua del Fosso Vadisi nel collettore fognario sotterraneo del depuratore ASI. Il risultato – domandano retoricamente dal sodalizio -? Acque nere e scarichi la cui natura è incerta visto l’olezzo che viene emanato. Fosso Vadisi fino a 50 anni fa aveva le acque limpide che erano usate per irrigare i campi, un ecosistema dove vivevano i gamberi e i granchi di fiume”.
Da Fare Verde si chiedono e chiedono: “È finito l’inquinamento e si è potuto pulire il Fosso Vadisi oppure ci sono stati dei volontari temerari che hanno fatto pulizia? Pulire di certo non significa bonificare! Magari, se uno degli enti che dicono di interessarsi alla pulizia di Fosso Vadisi riuscisse a dare una spiegazione alla popolazione forse si potrebbe sopravvivere con più tranquillità”. Perché, spiegano, “Vedere le acque di Fosso Vadisi colorate di nero non è normale e non è normale nemmeno che tale anomalia sia così vicina alle abitazioni che vennero costruite dai contadini dall’inizio del 1800. Di certo gli incolpevoli abitanti non potevano immaginare che quella ridente pianura coltivata a tabacco e gelsi per il baco da seta potesse diventare sito di industrie insalubri e protagonista indiscussa del SIN Bacino Idrico del Fiume Sacco”.