(di Cesidio Vano) Se, finora, era stata la minoranza consiliare e l’opposizione extra-consiliare a sollevare dubbi e chiedere chiarimenti sull’appalto per la gestione dei parcheggi a pagamento in quel di Ceccano, ora anche due illustri ex sostenitori della maggioranza – defenestrai negli ultimi mesi dal primo cittadino Roberto Caligiore – sono pronti a scendere in campo contro l’affidamento delle strisce blu alla ditta che – unica a partecipare alla gara – se l’è aggiudicata (per ora solo provvisoriamente).
Infatti, gli ex esponenti della maggioranza Stefano Gizzi e Alessio Patriarca hanno annunciato una raccolta firme sotto una relazione sulla vicenda che avanza dubbi sulla legittimità dell’appalto, pronti con quel documento a chiedere ai consiglieri di istituire una commissione di verifica sulla stessa procedura. Il bando di gara, tra l’altro, è finito sotto i riflettori perché copiato da quello simile che ha emanato il comune di Castellamare di Stabia e pubblicato senza correggere tutti i riferimenti a quel comune, lasciando quindi intenderne la provenienza. Il sindaco, però, ha già chiarito che si è trattato solo di refusi subito corretti e che i chiarimenti forniti all’Anac, cui la vicenda era stata segnalata dalle opposizioni, avrebbero risolto ogni cosa. Sta di fatto, ad ogni modo, che a presentare l’unica offerta per la gestione dei parcheggi a pagamento, è stata la stessa ditta aggiudicataria di quel servizio proprio a Castellamare, comune – a dirla tutta – poi sciolto per infiltrazioni mafiose anche per la gestione degli appalti. Da qui l’alzata di scudi della minoranza ed ora anche dei due ex sostenitori di Caligiore che sono stati messi alla porta in tempi diversi e per ragioni diverse. Gizzi fu allontanato dalla Giunta (era assessore) dopo che espresse un orientamento filorusso nei momenti più accesi della guerra in Ucraina; Patriarca fu messo da parte dopo che pubblicamente aveva espresso perplessità proprio sull’affidamento a privati dei parcheggi a pagamento (anche se ufficialmente le motivazioni sono state spiegate con il venir meno del rapporto di fiducia tra sindaco e consigliere).
