In Italia ogni 100 litri di acqua immessa nella rete per usi civili ne arrivano all’utente poco meno di 58; gli altri 42 (pari a un valore assoluto di 3,4 miliardi di metri cubi) si perdono lungo la rete idrica che in molte parti del Paese è datata e in cattivo stato di salute.
Se questa è una realtà già ben nota ai più, a darne conferma c’è ora anche il recente lavoro fatto dall’ufficio studi della Cgia, associazione di categoria delle piccole e medie imprese, che ha analizzato la situazione in ognuno dei capoluoghi di provincia italiani. LA SITUAZIONE NEL LAZIO Nella classifica delle 20 regioni italiane, ordinate per dispersione idrica decrescente, il Lazio occupa la sesta posizione, con 200 litri d’acqua persi a residente ogni giorno, a fronte dei 434 litri d’acqua immessa in rete per ogni residente in un giorno e quindi con una dispersione idrica percentuale media del 46,2. Nei cinque capoluoghi del Lazio, il quadro sulla dispersione idrica è quello che segue più sotto. Va precisato che i dati proposti, sia a livello regionale che di capoluogo, sono quelli forniti dall’Istat e sono relativi all’anno 2022. – È Latina il capoluogo di provincia che nel Lazio indossa la maglia nera per il livello di perdite idriche: con il 67,7% di dispersione, occupa il 4° posto nella classifica nazionale (su 109 città) dei centri con maggior acqua persa dagli acquedotti. I dati Istat dicono che nel capoluogo pontino vengono immessi ogni giorno 517 litri d’acqua a residente e ne vengono persi per strada 350. – Un po’ meglio fa Frosinone, dove la dispersione è stimata dall’Istat al 55,1%. Ogni giorno, nella rete idrica del capoluogo ciociaro, vengono introdotti 648 litri d’acqua pro capite e se ne perdono 357. Frosinone occupa così il 20° posto nella classifica dei capoluoghi italiani. – Terzo capoluogo del Lazio e 32° nella classifica nazionale è invece Rieti, che ogni giorno immette nel suo acquedotto 617 litri ad abitante e ne perde 289. La dispersione idrica pesa così per il 46,9% – È poi la volta di Viterbo, che si colloca al 47° posto nella classifica nazionale, con una percentuale di perdite idriche pari al 40,6%. Nel capoluogo della Tuscia, ogni giorno in rete finiscono 399 litri per residente. Di questi se ne disperdono 162. – Meglio di tutti i capoluoghi del Lazio fa Roma, che è al 71° posto nazionale e vanta una dispersione di appena – se confrontata con quanto accade negli altri capoluoghi della regione – il 27,8%. Nella capitale d’Italia ogni giorno si pompano in rete 390 litri d’acqua per abitante e se ne perdono per strada 109. LO STUDIO DELLA CGIA Le differenze a livello territoriale sono evidentissime. Se nel Comune di Potenza non arriva nei rubinetti delle abitazioni il 71 per cento di quanto immesso in rete, a Chieti si tocca il 70,4 per cento, a L’Aquila il 68,9 per cento a Latina il 67,7 per cento e a Cosenza il 66,5 per cento. Per contro a Milano le perdite idriche raggiungono il 13,4 per cento, a Pordenone il 12,1 per cento a Monza l’11 per cento, a Pavia il 9,4 per cento e a Como, la città più virtuosa d’Italia, il 9,2 per cento. In un periodo in cui nel Mezzogiorno non piove dallo scorso inverno e le temperature in questi mesi estivi hanno raggiunto livelli spaventosamente elevati, avere in questa ripartizione geografica una dispersione superiore al 50 per cento dell’acqua potenzialmente utilizzabile è un vero e proprio “delitto”. Va detto che, in linea di massima, la dispersione è riconducibile a più fattori: alle rotture presenti nelle condotte, all’età avanzata degli impianti, ad aspetti amministrativi dovuti a errori di misurazione dei contatori e agli usi non autorizzati (allacci abusivi). IL QUADRO “ITALIA” Siamo il Paese più “idroesigente” d’Europa. I nostri consumi idrici totali ammontano a 40 miliardi di metri cubi all’anno. Di questi, il 41 per cento è in capo all’agricoltura (16,4 miliardi di metri cubi), il 24 per cento viene impiegato per usi civili (9,6 miliardi di metri cubi), il 20 per cento per l’industria (8 miliardi di metri cubi) e il 15 per cento per produrre l’energia elettrica (6 miliardi di metri cubi). Purtroppo e come detto, siamo il Paese più “idroesigente” d’Europa; seguono a distanza la Spagna (poco più di 30 miliardi di metri cubi) e la Francia (quasi 27 miliardi di metri cubi). Sia in agricoltura che nell’industria siamo il Paese che registra i consumi idrici più elevati in UE. Infine, in merito all’uso civile della risorsa idrica, in Italia consumiamo 25 milioni di metri cubi al giorno. LE REGIONI La Basilicata è la regione più “sprecona”, l’Emilia Romagna quella meno. A livello regionale la situazione più critica si registra in Basilicata. In quest’area la dispersione d’acqua su quanto immesso in rete è pari al 65,5 per cento. Seguono l’Abruzzo con il 62,5 per cento, il Molise con il 53,9 per cento, la Sardegna con il 52,8 per cento e la Sicilia con il 51,6 per cento. Per contro, la Lombardia con il 31,8 per cento, la Valle d’Aosta con il 29,8 e l’Emilia Romagna con il 29,7 per cento sono le aree più virtuose del Paese.
