Regione Lazio – Venti di crisi, Rocca chiede a Fazzone atto di responsabilità ma sbotta: “Non sono sotto scacco”

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(di Dario Facci) I venti di crisi alla Regione Lazio tirano sempre più forte, anche se fonti di agenzia registrano la riapertura di un dialogo tra il presidente Francesco Rocca e il coordinatore regionale di Forza Italia, Claudio Fazzone. Secondo le indiscrezioni Rocca avrebbe chiesto a Forza Italia un atto di responsabilità per l’approvazione dell’assestamento di bilancio e dei due emendamenti per l’intera copertura al fondo di dotazione della sanità a seguito della chiusura dei bilanci delle Asl 2022.

Si potrebbe trattare anche della riapertura del dialogo sul rimpasto di giunta chiesto da Forza Italia anche se sull’argomento non esistono al momento dichiarazioni di alcun tipo da parte di Rocca o della sua segreteria. Si registra invece una dichiarazione piuttosto dura del presidente della Regione il quale, incalzato dai giornalisti sul mancato numero legale causato da Forza Italia ha risposto: “Io sotto scacco? Non mi sono mai sentito sotto scacco. La mia è stata una scelta di libertà quando ho deciso di candidarmi. Semmai sono altri che si devono sentire sotto scacco. Sono una persona assolutamente libera, non vivo della politica”. Inoltre il presidente si è espresso anche sulle dichiarazioni dell’opposizione: “Voglio dirlo senza polemica ma con considerazioni oggettive: il Pd viene a fare lezioni a noi sugli scricchiolii quando avevano vinto le elezioni e si son fatti sostenere dai 5 Stelle per un’intera legislatura e hanno fatto disastri”. E poi: “Hanno lasciato il nulla che hanno prodotto con soggetti che non facevano parte della maggioranza dall’inizio pur di mantenere il potere. Non accetto lezioni e mi fanno ridere i loro comunicati stampa”. “Ho imparato sulla mia pelle e sulle mie spalle che purtroppo nel Pd c’è uno strabismo difficile da superare. Una doppia morale costante – ha aggiunto – applicano agli altri quel che non fanno in casa loro. Mentre i primi tempi speravo riuscissero a superarlo, pensavo che si potessero trovare dei punti di caduta per il bene delle istituzioni. Mi sembra ci sia una sorta di Pd “Trumpiano”, la divisione fatta modello politico non è una cosa che mi appartiene, non è il mio modello ideale di politica”.
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