Una interrogazione al governatore del Lazio Francesco Rocca e la richiesta, al presidente della Commissione regionale Lavoro, di chiamare in audizione l’assessore competente e i dirigenti delle aziende interessate.
Il tema dei licenziamenti a cui si accingerebbero diverse aziende che nel Lazio operano sotto il marchio Euronics arriva in Consiglio regionale. A smuovere le acque è la consigliera del Pd, Marta Bonafoni, che ha denunciato come la riorganizzazione delle aziende coinvolte comporterebbe su base regionale la perdita di 200 posti di lavoro. Va precisato che i lavoratori interessati alla vicenda non sono dipendenti di Euronics Italia SpA ma di altre società che nel Lazio operano sotto il marchio ‘Euronics’ in forza di un contratto di franchising ma in totale autonomia rispetto ad Euronics Italia SpA. “Ho presentato questo pomeriggio un’interrogazione al Presidente Rocca e all’Assessore al Lavoro Schiboni – ha detto Bonafoni -, in merito alle procedure di licenziamento avviate da diverse società che operano sotto l’insegna Euronics. Sin dall’inizio dell’anno, infatti – ha spiegato la consigliera -, lavoratori e lavoratrici di aziende del gruppo sono interessati da un processo di cosiddetta riorganizzazione che prevede la riduzione nel territorio regionale di oltre 200 unità di personale. Una ristrutturazione di questa portata rischia di avere ripercussioni devastanti su comunità e territori del Lazio”. A preoccupare l’esponente di minoranza anche quando dichiarato da CGIL, CISL e UIL che “lamentano da mesi la mancanza di un serio ed effettivo confronto tra le diverse società riconducibili al gruppo e le organizzazioni sindacali, cui nelle ultime settimane è seguito il licenziamento di diversi lavoratori e lavoratrici, comunicato spesso attraverso WhatsApp ai diretti interessati”. I licenziamenti si inserirebbero, peraltro, all’interno di un quadro che ha visto negli ultimi anni un graduale peggioramento delle condizioni di lavoro. “Anche per questo – spiega Bonafoni -, oltre all’interrogazione, ho presentato oggi anche una richiesta al presidente della XI Commissione consiliare “Lavoro, formazione, politiche giovanili, pari opportunità, istruzione, diritto allo studio” perché vengano chiamati in audizione oltre all’assessore Schiboni, i dirigenti delle aziende coinvolte e i rappresentanti dei sindacati CGIL, CISL e UIL. La politica e le istituzioni – conclude la consigliera regionale – non possono rimanere inerti di fronte a decisioni di questo tipo, che rischiano di avere un impatto sulla vita di centinaia di persone e di famiglie, oltre che sul tessuto economico e sociale delle nostre città”.
