Roma – Torture e violenze: arrestati 10 operatori socio sanitari del Centro di educazione motoria (VIDEO)

chiaro13
3 MIn Lettura
“Una galleria degli orrori”. Gli investigatori descrivono così il Centro di educazione motoria, gestito dalla Croce Rossa italiana a Roma. Dieci persone sono state arrestate dai Carabinieri. I pazienti erano costretti a subire torture, maltrattamenti, violenze e umiliazioni.

Le indagini sulla struttura sono state condotte dai militari del Nucleo investigativo della Capitale su delega della Procura. L’inchiesta è scattata nell’aprile del 2023, su denuncia presentata ai carabinieri dai vertici della Croce Rossa di Roma. In quell’esposto si segnalava alla magistratura la situazione in cui era stato trovato un utente della struttura, che presentava una vistosa ecchimosi al volto, verosimilmente conseguenza di percosse. Questa mattina è stata eseguita l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di dieci operatori socio sanitari. Cinque di loro sono accusati di aver torturato i degenti; gli altri 5 debbono rispondere dell’ipotesi di reato di maltrattamenti, il tutto con l’aggravante della qualifica di incaricati di pubblico servizio e di aver agito contro persone a loro affidate per ragioni di cura, vigilanza e custodia. Per uno degli arrestati, accusato di aver palpeggiato una paziente, è stato anche ipotizzato il reato di violenza sessuale. Nell’ordinanza di applicazione della misura cautelare si parla di pugni, schiaffi e tirate di capelli ripetutamente inflitti dagli operatori socio sanitari ai danni di due pazienti loro affidati ed affetti da gravi patologie psico-fisiche. Le indagini svolte dagli inquirenti, oltre allo svolgimento di attività tecniche tipiche, avrebbero consentito di acquisire documenti e testimonianze tali da ritenere sussistere gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli indagati. Nell’ordinanza del Gip scrive: “Le modalità della condotta di quella che il pubblico ministero ha adeguatamente definito con una galleria degli orrori fornisce la ‘misura’ dell’indole di ciascuno degli indagati, che hanno non soltanto esercitato una violenza costante e inaudita su persone del tutto incapaci di reagire, ma hanno accompagnato le loro azioni inqualificabili con parole di scherno, che hanno stigmatizzato, mediante la derisione, proprio i deficit mentali da cui le persone offese risultano affette”.
Condividi questo articolo
Nessun commento