(di Cesidio Vano) Abbiamo scherzato. Il bando della Asl di Frosinone per l’assunzione a tempo determinato di 25 assistenti amministrativi (categoria C) pubblicato nel 2022 dovrà essere ritirato. Se fino ieri la questione era in dubbio, a spiegare perché quel concorso non può arrivare a fine è stato l’assessore Massimiliano Maselli, rispondendo ieri in aula alla Pisana a un’apposita interrogazione presentata dalla consigliera del Pd, Sara Battisti.
In estrema sintesi, il bando della Asl ciociara va annullato poiché prevede l’assunzione a tempo determinato e questo contribuirebbe solo ad aumentare il ‘precariato’ nell’azienda sanitaria. Infatti, nel 2022, la Regione aveva autorizzato quel bando, poi pubblicato a febbraio 2023, solo perché non vi erano altre graduatorie da cui attingere. Nel 2023, però, l’Asl Roma 1 ha svolto una propria selezione, con valenza regionale, per le stesse figure amministrative ma per l’assunzione a tempo indeterminato, pubblicando la gratuatoria degli idonei che sono oltre 670. Quindi la direzione Salute della Regione – anche tenendo conto che la legge nazionale prevede che la pubblica amministrazione assuma con contratto a tempo indeterminato – ha invitato la Asl ciociara a stoppare il proprio iter selettivo (che tra l’altro ha viaggiato con ogni evidenza molto più lentamente di quello romano e non senza intoppi…) e di avvalersi invece della graduatoria redatta in Capitale per le proprie esigenze d’organico, stipulando contratti di assunzione a tempo indeterminato. Il tutto anche in considerazione dello sforzo che la Regione sta facendo per limitare il lavoro precario e per stabilizzare quanti già si trovano in quella situazione. Del resto, la pubblica amministrazione può revocare ogni bando o concorso fino a quando non è definitivamente assegnato. Resta sicuramente a questo punto il nodo dei costi che comunque l’Asl di Frosinone e quindi la Regione Lazio hanno dovuto fronteggiare per la selezione avviata dalla Azienda ciociara, ora in fase di ‘aborto’; anche perché sono stati oltre 900 i candidati che hanno provato a centrare il posto pubblico e superare le prove teoriche e pratiche. Resta l’amaro e la disillusione di quei 900 che avevano comunque sperato in un futuro lavoro benché precario e che magari hanno bruciato tempo e occasioni preparandosi al meglio per superare le prove di concorso.
