(di Dario Facci) In Commissione affari Costituzionali della Camera è ripreso l’esame delle Modifiche agli articoli 114, 131 e 132 della Costituzione, concernenti l’istituzione della regione di Roma capitale della Repubblica. Trattasi della famosissima proposta di legge Morassut (PD), poi con lo stesso fine presentata da Paolo Barelli (FI) poi ancora Morassut. La proposta mira a conferire poteri legislativi a Roma Capitale e a renderla una Regione. Si consideri che l’esame delle Proposte di legge costituzionale sui poteri da conferire a Roma Capitale è ripreso nei giorni in cui è ripartito alla Camera il percorso del Disegno di legge Calderoli, che attribuisce alle Regioni la possibilità di “ulteriori forme di autonomia” per 3 materie oggi di esclusiva dello Stato e per 20 materie oggi concorrenti Stato/Regioni. In pratica l’autonomia differenziata.
ROMA REGIONE… E IL LAZIO? Molto interessante la proposta di legge per istituire la Regione di Roma sotto diversi aspetti che vanno vagliati e che costituiranno certamente un ampio dibattito qualora qualcuno si accorgesse che questa cosa sta effettivamente avvenendo. C’è un aspetto però che destò aspre polemiche al tempo in cui per la prima volta Morassut presentò questa proposta di legge e che ancora oggi continua a pesare sulla faccenda: al tempo Morassut pensò alla dissoluzione del resto del Lazio una volta tolta Roma dal suo centro e di attribuire alla Campania le province di Frosinone e Latina, all’Umbria la provincia di Rieti e alla Toscana quella di Viterbo. Ora di questa roba non si parla ma il sospetto che un disegno non proprio benevolo nei confronti del Lazio senza Roma ci sia ancora è più che solido. Il motivo dei motivi è che il Lazio senza Roma è un problema. Per esempio, secondo le proposte, potrebbero passare alla Regione di Roma i poteri legislativi per 19 materie concorrenti Stato/Regione tra le quali commercio con l’estero, ordinamento sportivo, protezione civile, governo del territorio, porti e aeroporti civili, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia, coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario e molte altre, oltre a tutte quelle “non espressamente riservate alla legislazione dello Stato. Non la Sanità che resterebbe a… chi? Al Lazio senza Roma? Non scherziamo. La Sanità di Roma resterebbe, nelle probabili intenzioni, allo Stato avendo la Capitale la Sanità della Capitale cioè tutti gli istituti di ricerca i policlinici ecc., insomma la Sanità nazionale, diciamo così. UN INDIZIO ELOQUENTE SUL TENTATIVO DI AZZERARE IL RESTO DEL LAZIO COME REGIONE Senza addentrarci in una materia molto vasta e piena di insidie sotto il profilo procedurale e interpretativo basta concentrarci su un aspetto della proposta di legge in questione. Essa chiede di intervenire su tre articoli della Costituzione Italiana: 114, 131 e 132. Tra questi consideriamo il terzo, il 132. Questo articolo parla della creazione di Regioni. In Italia è possibile creare nuove regioni attraverso determinate procedure purché le Regioni che si vanno a costituire abbiamo minimo un milione di abitanti. Ora la norma in discussione chiede la modifica di questo articolo per portare il limite minimo di abitanti per costituire una regione, attualmente di un milione, a due milioni di abitanti. Qual è il motivo? Non è difficile notare che se al Lazio togli Roma il resto del territorio vanta più di un milione di abitanti ma non arriva a due. Il Lazio senza Roma, quindi, non potrebbe esistere se il limite di popolazione previsto dall’articolo 132 della Costituzione venisse aumentato. Ecco che la creazione della Regione di Roma (che avrebbe come perimetro l’attuale territorio della Città Metropolitana di Roma) renderebbe impossibile l’esistenza del Lazio e i territori provinciali del Lazio dovrebbero essere assegnati ad altre regioni. UN PROGETTO DIFFICILE MA NON IMPOSSIBILE Ovviamente la riuscita di questo disegno non è così semplice. Servono referendum, servono fondi e servono un sacco di altri studi per rendere possibile un’operazione del genere anche se probabilmente avrà un vita parlamentare senza grandi ostacoli poiché nasce da una matrice trasversale con un evidente asse tra Partito Democratico e Forza Italia (Proposta di legge costituzionale 278 presentata in data 13 ottobre 2022 da Roberto Morassut (Pd); proposta C. 514 cost. presentata il 4 novembre 2022 da Paolo Barelli (FI); proposta C. 1241 presentata sempre da Morassut (Pd) il 22 giugno 2023. Nella precedente legislatura era iniziato l’iter parlamentare e la Commissione aveva scelto come testo base una Proposta avanzata sempre da Barelli C. 1854). Intanto, vista la portata enorme della faccenda perché la creazione della Regione di Roma è di per sé un fatto estremamente importante, sembra molto strano che non si sia sviluppato ancora alcun dibattito. Non se ne parla tra le forze politiche, non sembra che la cosa interessi granché le cronache. Forse è il caso di iniziare a parlarne, soprattutto nelle province del Lazio, affinché si attrezzino sul loro futuro.
