(di Anna Ammanniti) L’anno 2023 si è concluso con un totale di 39 suicidi tra le forze armate e dell’ordine, di cui 5 hanno riguardato il personale dell’Esercito Italiano e nei primi sei mesi del 2024 le statistiche sono già drammatiche.
Quali possono essere le possibili cause e perché si parla poco di questi problemi? Cosa potrebbero fare le istituzioni e la società in generale per porre rimedio a questa tragedia? Il punto della criminologa Linda Corsaletti. “I suicidi tra gli appartenenti alle forze dell’ordine sono un fenomeno complesso e multidimensionale, influenzato da una serie di fattori sia personali che professionali. Le forze armate e dell’ordine presentano un rischio maggiore rispetto ad altre professioni ed i numeri ci dicono che sono in costante aumento. Le ragioni alla base di questa tragica realtà sono difficili da analizzare, ma studi ci dicono che lo stress psicofisico gioca un ruolo importante. Gli agenti delle forze dell’ordine affrontano situazioni di alta tensione e stress emotivo, spesso dovendo gestire emergenze, conflitti violenti e situazioni di vita o di morte. Questo costante stato di allerta può portare a un significativo esaurimento fisico e mentale. Ad influire e’ sicuramente anche l’esposizione a traumi. Il contatto regolare con la criminalità, la violenza e le tragedie umane può provocare traumi psicologici cumulativi. L’esposizione ripetuta a eventi traumatici può portare a disturbi come il Disturbo da Stress Post-Traumatico. Inoltre non poter esprimere emozioni può impedire agli agenti di elaborare esperienze traumatiche. Senza opportunità di sfogo emotivo, i traumi possono accumularsi e aumentare il rischio di disturbi psicologici come il Disturbo da Stress Post-Traumatico. E’ un ambiente in cui spesso viene promossa una cultura che valorizza la resistenza e la durezza emotiva. Questo può dissuadere gli agenti dal cercare aiuto psicologico per paura di essere percepiti come deboli o incapaci di svolgere il loro lavoro. Studi hanno dimostrato che la soppressione emotiva è correlata a livelli più alti di stress, ansia e depressione. Gli individui che sopprimono le loro emozioni tendono a sperimentare un maggiore disagio psicologico e una riduzione del benessere generale. Per tale ragione è importante eseguire valutazioni periodiche della salute mentale degli agenti per identificare precocemente i segnali di stress e burnout. Offrire accesso a servizi di supporto psicologico e di counseling può aiutare gli agenti a elaborare le loro emozioni in modo sicuro e costruttivo. Le istituzioni hanno un ruolo cruciale nel migliorare la salute mentale e il benessere delle forze dell’ordine. Implementando queste misure, le istituzioni possono creare un ambiente di lavoro più supportivo e resiliente, riducendo il rischio di burnout e suicidio tra gli agenti che ritengo un fattore di prevenzione importante per affrontare e mitigare il problema.”
