(Cesidio Vano) “Sì, lo voglio!”. Nel Lazio cresce la voglia di matrimonio: lo scorso anno è convolato al nozze il 10% in più delle coppie rispetto al 2022. Il giro d’affari vale 600 milioni di euro.
I dati sono quelli forniti dall’analisi fatta tramite la piattaforma matrimonio.com e dall’associazione di categoria Federmep (Federmatrimoni ed eventi privati). “La crescita dei matrimoni nel Lazio non è solo un rimbalzo fisiologico dopo il Covid – dicono gli autori dello studio -, ma un netto consolidamento del comparto con un giro d’affari che sfiora i 600 milioni”. Nel 2023, infatti, si sono registrate oltre 21 mila celebrazioni, circa il 10% in più del 2022. Il budget medio stanziato è rimasto perlopiù invariato sui 25 mila euro causa inflazione e per il 64% viene destinato alla location. Per i vestiti l’uomo spende in media 1.450 euro e la donna 2.660, più altri 300 per truccatrice e parrucchiera. Un servizio fotografico invece costa circa 1.900 euro, a cui se ne aggiungono altri 1.200 per il video. Segno dei tempi che sono cambiati è il fatto che, sempre più spesso, gli sposi sono già conviventi da tempo e molte volte hanno già figli” Come riporta anche il Corriere della Sera: “In chiesa o in Comune, nel Lazio, si presentano soprattutto ultra 35enni, che per l’83% dei casi già convivono e nel 29% sono già genitori. Provvedendo da soli al saldo, la coppia tende a rinunciare a wedding planner, fuochi d’artificio e cake designer, mentre le decorazioni floreali sono meno appariscenti”. Il periodo estivo resta la stagione preferita per convolare a nozze, ma il bel tempo e il clima mite spiega anche molti a scegliere date nei mesi di maggio e settembre, potendo così anche avvantaggiarsi di prezzi più bassi. L’incremento regionale tuttavia risulta più contenuto rispetto a quello di altre parti d’Italia: «Ci sono più eventi, ma si invitano solo le 100 o 120 persone con cui si vuole veramente condividere quel giorno – afferma Serena Ranieri, presidente Federmep –. Nel Lazio viene pubblicizzata solo Roma città a scapito della provincia e degli altri capoluoghi. La Capitale però è la meta preferita dagli stranieri, che pagano anche il triplo pur di sposarsi qui».
