Macchine rubate all’estero e nazionalizzate in Italia: 13 persone finiscono davanti al gup per il reato di riciclaggio. Secondo quanto emerso dalle indagini avviate dalla procura, a muovere le fila di questa attività illecita un meccanico residente nel capoluogo ciociaro. Secondo le accuse oltre ad acquistare le vetture trafugate, il meccanico acquistava anche i pezzi di ricambio di provenienza furtiva. Pezzi che venivano poi assemblati su altre macchine che l’uomo vendeva a prezzi stracciati.
Tale attività illecita avrebbe permesso all’uomo di avere una discreta clientela. E proprio l’inchiesta avviata in tal senso ha fatto emergere un mercato occulto di macchine rubate che attraverso un sapiente “maquillage” venivano immesse sul mercato nazionale, La storia delle vetture rubate è venuta fuori quando una automobilista era stata fermata per un controllo su strada ad Amaseno. Dagli accertamenti effettuati era risultato che viaggiava su una Fiat 500 il cui telaio risultava ancora circolante in Spagna. La donna aveva riferito di aver acquistato la macchina regolarmente e che le pratiche relative alla vettura erano state curate da una agenzia di Latina. Ma a quel punto erano state avviate le indagini che hanno poi fatto emergere il macroscopico illecito. L’automobilista, che è difesa dagli avvocati Rosario e Mario Grieco e che si è detta estranea a questo mercato di macchine rubate, insieme ad altre 12 persone è stata accusata di riciclaggio, un reato per il quale sono previsti svariati anni di carcere. Nei prossimi giorni dovrà comparire davanti al giudice per le udienze preliminari del tribunale di Frosinone. Mar.Ming.
