Certamen Ciceronianum Arpinas, un inno alla Cultura. Questa mattina la suggestiva cerimonia di premiazione (VIDEO)

Irene Mizzoni
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È Lucia Zamberletti del Liceo “Ernesto Cairoli” di Varese la vincitrice della XLIII edizione del Certamen Ciceronianum Arpinas. A salire sul podio insieme a lei, al secondo posto Kacper Karol Guziak, II Liceum Ogólnokształcące im. Krzysztofa Kamila Baczyńskiego di Radomsko della Polonia, al terzo posto Pietro Biello, del Liceo “Mariano Buratti” di Viterbo. Emozioni coinvolgenti quelle negli sguardi dei ragazzi che questa mattina hanno percorso l’antico basolato romano per ritirare i meritatissimi premi, frutto di studio, dedizione e talento.

“La fortuna non esiste, esiste il momento in cui il talento incontra l’opportunità”, è dalle parole di Seneca che il Professor Parasassi ha preso spunto per spronare i tanti ragazzi questa mattina presenti in Piazza Municipio. Come il “Pro Archia”, anche la cerimonia della XLIII Edizione del Certamen Ciceroniamìnum Arpinas, presentata da un’emozionata e straordinaria Valeria Altobelli, è stata un inno alla cultura dei valori classici, un invito a non aver paura della cultura ma ad abbracciarla. Giunto alla sua 43° edizione, il Certamen Ciceronianum Arpinas, come ha evidenziato l’Avv. Renato Rea, Presidente del Centro Studi Umanistici “Marco Tullio Cicerone”, non è solo una gara di traduzione e commento dal latino, ma anche l’occasione per creare nuove amicizie e in alcuni casi nuovi amori, come testimoniato in una lettera letta dallo stesso Avv. Renato Rea ed indirizzata al “Certamen”. Una bellissima storia d’amore nata ad Arpino, in occasione del Certamen Ciceronianum Arpinas, quando due studenti in gara, ormai diversi anni fa, hanno fatto di questa occasione l’inizio della loro storia d’amore. Tanti i temi trattati, portati sul palco dai ragazzi stessi. Un invito, il loro, ad impegnarci a costruire un’umanità più autentica partendo proprio dalla cultura. Questa la lettera inviata al Certamen da due ex certaministi, che rappresenta l’essenza profonda di questa festa (e non solo manifestazione). Caro Certamen Ciceronianum, oggi apre i battenti la tua quarantatreesima edizione. Ormai ben ventun anni fa, concorrevamo alla ventitreesima, giungendo dal liceo “C. Botta” di Ivrea e dal liceo “S.G. Bosco” di Messina. Mai avremmo pensato, nel 2024, di scriverti per comunicarti che, da quell’incontro, è nata la nostra famiglia. Negli anni successivi alla gara arpinate, ci siamo conosciuti meglio e innamorati. Pur provenendo dai due poli opposti del Paese, siamo riusciti a portare avanti il nostro fidanzamento, uniti dalla passione per la ricerca, condotta in una congiuntura di precariato a dir poco difficile. Oggi, Paolo, diventato mio sposo il 28 ottobre dell’anno scorso, è ricercatore di Paleografia all’Università di Bergamo, io sono ricercatrice di Diritto costituzionale all’Università di Torino. Aggiungiamo che ci siamo portati sin qui, nella vita, due amicizie importanti nate durante i giorni ad Arpino: quella con Daniele, oggi magistrato, che è stato mio collega di università e ho voluto come mio testimone di nozze, e quella con Emilie, amica cara, che è oggi la mia ginecologa. Paolo continua a studiare la lingua latina per professione; io non l’ho mai abbandonata. Ogni tanto, ci dilettiamo a punzecchiarci facendo a gara per vedere chi dei due ricordi meglio qualche paradigma difficile. Il latino è una lingua che ci insegna a strutturare il nostro pensiero critico e a leggere il mondo. Caro Certamen, se ventun anni fa la passione per la lingua latina e per Cicerone non ci avesse condotto ad Arpino, oggi non ti potremmo raccontare questa storia. A tutti i partecipanti della quarantatreesima edizione auguriamo che tu, caro Certamen, possa essere un’occasione di incontro scientifico e umano… e chissà che, negli anni venturi, non ti si narreranno altre vicende come la nostra! Vale! Alessia Fusco con Paolo Buffo. TG24 HA SEGUITO LA CERIMONIA DI PREMIAZIONE DI QUESTA MATTINA. GUARDATE IL NOSTRO SERVIZIO.
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