Lazio – Opposizione contro la nomina del capo gabinetto: “È incompatibile” e salta la seduta di consiglio regionale

Cesidio Vano
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(di Cesidio Vano) Mercoledì mattina, il Consiglio regionale del Lazio era convocato per discutere la riforma della legge sul diritto allo studio ed esaminare una serie di mozioni presentate dai consiglieri, ma la seduta è stata sospesa dopo un confronto a tratti molto serrato tra maggioranza e opposizione.

Ad agitare le acque è stato l’intervento ad apertura di seduta del capogruppo del Pd, Mario Ciarla, che ha denunciato la presunta situazione di incompatibilità o quantomeno di inconcepibilità dell’incarico di Capo di gabinetto del Presidente all’attuale titolare, dottor Giuseppe Pisano, spiegando: “al dottor Pisano è stato conferito l’incarico di Capo di Gabinetto nel 2023 con contratto a tempo pieno e determinato; ora si trova, essendo stato nominato nel 2021 Presidente del Collegio dei revisori dei conti dell’associazione Croce Rossa Italiana, incarico che poi gli è stato rinnovato con delibera n. 3 del 20 aprile 2024, in una situazione in cui emerge con chiarezza che l’incarico che gli è stato dato era inconferibile e sicuramente oggi è incompatibile e certamente in una situazione di conflitto di interesse. Infatti, con la DGR n. 978 del 28 dicembre 2023, la Giunta regionale del Lazio ha destinato in favore dell’associazione Croce Rossa Italiana, per la realizzazione dell’intervento Pronto Soccorso, una somma complessiva pari a 8 milioni di euro”. Al riguardo il capogruppo Pd ha ricordato come tale operazione sia finita sotto la lente della Corte dei conti e che “la Procura contabile, nella persona del viceprocuratore generale Laura Monfeli, ha fatto pervenire all’Ufficio di Gabinetto del Governatore, di cui è capo il dottor Pisano, la richiesta di una relazione” chiedendo di fornire i necessari chiarimenti e i riscontri oggettivi alla vicenda “ipotizzando – ha aggiunto Ciarla – un possibile nocumento erariale derivante dall’assegnazione di 8 milioni di euro alla Croce Rossa, finalizzati a garantire l’accoglienza dei pazienti nel Pronto Soccorso. Il controllore e il controllato coincidono – ha detto ancora -. Guardate, colleghi, che è evidente che, unito agli aspetti giuridico-formali, si tratta di una posizione insostenibile, e io vi invito a riflettere”. Ciarla ha chiesto le dimissioni di Pisano e, assieme al consigliere Daniele Leodori (sempre del Pd) – intervenuto in aula poco dopo – la sospensione della seduta per affrontare la questione. Il dibattito è diventato subito infuocato, con scambio di battute dall’una e dall’altra parte dell’emiciclo. Dopo una sospensione – tecnicamente concessa per consentire alla commissione Bilancio di esprimere il parere su un emendamento proposto alla proposta di legge iscritta all’odg in esame – ha preso la parola il governatore Francesco Rocca che ha svolto un lungo intervento, non privo di frecciate alla vicenda del precedente capo di gabinetto di Nicola Zingaretti, Albino Ruberti. Nel merito della questione, Rocca ha spiegato: “Giuseppe Pisano non ha nessun tema di inconferibilità. Il decreto legislativo n. 39 – lo ha chiarito, l’ANAC con più delibere -, non si applica agli Uffici di diretta collaborazione, quale è l’Ufficio del Capo di Gabinetto, e questo è uno degli aspetti tombali, per quello che mi riguarda, rispetto al fatto di poter mantenere il ruolo di Capo di Gabinetto, il quale peraltro gode della mia totale e incondizionata fiducia”. Poi ha precisato ancora, in riferimento ad altre censure mosse alla nomina: “Anche giuridicamente, a me dispiace, perché c’è un aspetto che non è stato considerato: si è fatto riferimento soltanto allo Statuto della Croce Rossa e non alle norme, al decreto legislativo 178/2012 e alle sue declinazioni. La Croce Rossa trova infatti nel decreto legislativo n. 178 la sua fonte. Questo è l’elemento primario e caratterizzante, nonché quello che è l’elenco delle pubbliche amministrazioni. La Croce Rossa è considerata a tutti gli effetti, ed è nell’Albo Istat, una pubblica amministrazione, esattamente come lo è l’ARSIAL”. Poi la stoccata contro il Pd: “Il senso etico e di integrità non può avere due marce. Io avrei capito se il dottor Pisano avesse detto a qualcuno “inginocchiati, o ti sparo in bocca”, e allora avrei detto “caspita, questa persona non può fare il Capo di Gabinetto”. Avrei capito questo e mi sarei preoccupato se poi – ha proseguito ancora Rocca – un’altra Amministrazione di centrodestra gli avesse dato tre incarichi a governare in altre pubbliche amministrazioni. E allora tutto questo avrebbe avuto un senso. Dobbiamo, credo, riportare tutto questo a questa doppia morale che, mi dispiace, io continuo come essere umano a faticare ad accettare”. Altro colpo basso: “Pisano non ha fatto nessuna ‘braciolata’ in tempo di Covid, non ha fatto nulla di male, ha fatto soltanto il suo dovere, lo sta esercitando nel modo migliore, lo sta esercitando con integrità, un’integrità di cui vado orgoglioso – ha sottolineato il governatore – , con una capacità di carico di lavoro senza precedenti, per quello che mi riguarda. Quindi, ritenevo doveroso questo mio intervento con una preghiera sincera all’opposizione, così come ha fatto il consigliere Sabatini, di superare una fase di attacchi alla persona. Ovviamente, se poi ci sono aspetti di violazione, di violazione di legge, di reati penali, è ovvio che nessuno si sottrae. Ma di fare le persone oggetto di campagne politiche, di odio e di aggressione, tutto questo onestamente mi ferisce”. La seduta si è chiusa qui. Nessun ulteriore argomento trattato e tutto rinviato alla prossima convocazione.
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