Lavoro – Otto dipendenti su 10 hanno il posto fisso. Aumentano gli occupati: nel Lazio a fare meglio è la Ciociaria

Cesidio Vano
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(di Cesidio Vano) Otto dipendenti su 10 hanno il posto fisso. Aumentano i lavoratori qualificati, ma in Italia resta il tasso di occupazione più basso dell’Eurozona e gli autonomi sono sempre meno. In sintesi, è questa la ‘foto’ scattata dall’ufficio studia della Cgia (associazione di piccole e medie imprese) al mondo del lavoro in vista della Festa del 1° maggio.

In Italia, secondo l’analisi dell’associazione di categoria, il tasso di occupazione tra i 15 e 64 anni (ovvero la percentuale di occupati sulla popolazione in fascia d’età corrispondente) era pari al 55% nel 2013 e al 61,5% nel 2023, con una crescita nel decennio del 6,5%. Un dato che però colloca il Belpaese all’ultimo posto nella classifica dei più importanti stati europei che vede ai primi tre posti i Paesi Bassi con l’82,4% di occupazione nel 2023; Malta con il 78,2 e la Germania con il 77,4%. LA SITUAZIONE NELLE REGIONI Spostando l’analisi su base regionale, il Lazio si ritrova all’11 posto su 20 regioni con una crescita degli occupati nel periodo 2019-2023 pari all’1,8%, (+42.000 occupati nello stesso periodo). I dati regionali dicono che la nostra regione contava nel 2019 circa 2.333.000 di occupati, che nel 2022 (annualità segnata dagli effetti del Covid) erano scesi a 2.321.000, poi saliti nel 2023 a 2.375.000. La classifica delle regioni italiane vede sul podio Puglia, Liguria e Sicilia che nel periodo 2019-2023 hanno visto aumentare il numero degli occupati del 6.3% (Puglia) e del 5,2% sia Liguria che Sicilia. Chiude la classifica, fanalino di coda, il Molise che nello stesso periodo ha perso il 2% degli occupati. Con segno meno anche le percentuali di Emilia-Romagna, Piemonte e Sardegna. LA SITUAZIONE NELLE PROVINCE LAZIALI Lo stesso sguardo posto sulle province, ci mostra le 5 aree vaste del Lazio collocarsi, nella classifica delle 107 province italiane, al 4° posto (Frosinone); al 31° (Latina); al 39° (Viterbo); al 53° (Rieti) e al 70 (Roma). Dunque, la mini-classifica delle province laziali fa registrare la migliore performance della Ciociaria che nel periodo 2019-2023 ha visto crescere la popolazione occupata del 10,9%. FROSINONE – Nel 2019 in provincia di Frosinone si contavano 152.400 occupati, saliti a 171.600 nel 2022 ed a 169.000 nel 2023. La variazione assoluta nell’ultimo anno è stata negativa (-2.700 occupati per un -1,6%). Nel periodo 2019-2023 la crescita in numero assoluto degli occupati è stata di 16.600 unità, per una crescita percentuale, appunto, del 10,9. LATINA – Nel 2019 in provincia di Latina si contavano 205.800 occupati, saliti a 209.800 nel 2022 ed a 213.400 nel 2023. La variazione assoluta nell’ultimo anno è stata positiva (3.600 occupati per un +1,7%). Nel periodo 2019-2023 la crescita in numero assoluto degli occupati è stata di 7.600 unità, per una crescita percentuale del 3,7. VITERBO – Nel 2019 in provincia di Latina si contavano 111.200 occupati, saliti a 114.700 nel 2022 ed a 114.800 nel 2023. La variazione assoluta nell’ultimo anno è stata positiva (100 occupati per un +0,1%). Nel periodo 2019-2023 la crescita in numero assoluto degli occupati è stata di 3.600 unità, per una crescita percentuale del 3,3. RIETI – Nel 2019 in provincia di Latina si contavano 58.000 occupati, scesi a 55.700 nel 2022 e risaliti a 59.300 nel 2023. La variazione assoluta nell’ultimo anno è stata positiva (3.600 occupati per un +6,4%). Nel periodo 2019-2023 la crescita in numero assoluto degli occupati è stata di 1.200 unità, per una crescita percentuale del 2,1. ROMA – Nel 2019 in provincia di Latina si contavano 1.806.200 occupati, scesi a 1.769.100 nel 2022 e risaliti a 1.819.000 nel 2023. La variazione assoluta nell’ultimo anno è stata positiva (49.900 occupati per un +2,8%). Nel periodo 2019-2023 la crescita in numero assoluto degli occupati è stata di 12.800 unità, per una crescita percentuale dello 0,7. L’ANALISI DELL’UFFICIO STUDI E’ un momento particolarmente positivo per il nostro mercato del lavoro. Sia per il record storico di occupati che per l’aumento del numero di coloro che dispongono di un contratto di lavoro a tempo indeterminato e, infine, anche per l’incremento, avvenuto soprattutto nell’ultimo anno, del personale con livelli di qualifica elevati. Nel 2023 c’è stato, comunque, un record storico di occupati. Infatti, la platea degli occupati in Italia ha toccato i 23,6 milioni di unità, 471 mila in più rispetto al periodo pre-Covid, di cui 213 mila hanno interessato il Mezzogiorno che è stata la ripartizione geografica che ha registrato l’incremento percentuale più elevato del Paese (+3,5 per cento). Le previsioni, inoltre, ci dicono che lo stock complessivo degli occupati è destinato a crescere ulteriormente, sfiorando i 24 milioni di addetti entro il 2025 (vedi Tab. 4 e Graf. 1). L’84% dei dipendenti, inoltre, ha un contratto a tempo indeterminato. Infine, il numero dei lavoratori altamente specializzati/qualificati è aumentato nell’ultimo anno del 5,8 per cento (+464 mila), pari al 96,5 per cento dei nuovi posti di lavoro creati nel 2023; mentre rispetto al 2019 la variazione rimane positiva (+2,3 per cento), ma più contenuta rispetto all’anno precedente (+192 mila) con una incidenza del 40,7 per cento sui nuovi posti di lavoro creati in questo ultimo quadriennio.
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