Soldi, cene e carburante per centri per revisioni, patenti di guida e certificazioni. Al via i patteggiamenti e le richieste di rito abbreviato. Nello scandalo avvenuto presso la Motorizzazione di Frosinone qualche anno fa, è stato coinvolto S.V. alla guida della sede provinciale dell’ente del Ministero dei Trasporti fino a maggio 2021.
Nell’inchiesta avviata dalla squadra Mobile di Frosinone erano finiti anche M.F. titolare di una officina, G.P., titolare di una autoscuola, poi S.F., S.C., R.S., G.M. e G.B. Nella giornata di ieri sono state pronunciate le prime condanne. La la maggior parte degli imputati, va detto, ha patteggiato. L’ex direttore della Motorizzazione ha patteggiato a tre anni e quattro mesi , G.P. che avrebbe attestato falsamente la presenza dei candidati ai corsi di rinnovo del CQC condannato a due anni, M.F ha patteggiato ad otto mesi. S.F. esaminatore (effettuava guide supplementari rispetto alle tre obbligatorie). Un candidato che aveva superato l’esame regalando due bottiglie di liquore pregiato. Altri canditati “raccomandati” hanno chiesto il rito abbreviato. Il pm si è pronunciato per una condanna a due anni e dieci mesi di carcere. La vicenda è venuta fuori a seguito di segnalazioni sulla presunta irregolarità di alcune revisioni, effettuate nell’autofficina di M.F. Nel collegio difensivo gli avvocati Giampiero Vellucci, Tony Ceccarelli, Antonio Ceccani, Marco Cianfrocca Luigi Edoardo Cacace , Mario Cellitti, Michele Arditi e Mario Ferri Mar.Ming.
