(di Alessandro Iacobelli) Di Francesco riempie il bicchiere, lo riempiamo anche noi. Spazio alla fiducia in vista di un finale di stagione vietato ai deboli di cuore. Frosinone e Bologna non si sono ferite a vicenda nel lunch match dello Stirpe.

Il caldo ha dominato la scena. Nel primo tempo però i ciociari hanno fatto un figurone al cospetto della truppa felsinea non nella sua migliore giornata. Cheddira avrebbe potuto portare i suoi in vantaggi, ma non è riuscito a trafiggere Skorupski in uscita. Nella ripresa la veemenza gialloazzurra fisiologicamente è venuta meno. I ragazzi di Motta, in fondo, non hanno messo sul piatto ghiotte occasioni tranne in una circostanza con il neo entrato Castro fermato dall’ottimo Turati. All’ultimo respiro poteva materializzarsi l’ennesima beffa con il traversone disperato di Calafiori e la traversa, con deviazione decisiva ancora di super Turati, colpita da Ndoye.
Quota 26 per Okoli e compagni. L’Empoli ha steso il Torino scavalcando in un sol colpo canarini e Verona. L’Hellas staziona ora a 27 punti dopo la sconfitta interna contro il Genoa. Balzo del Cagliari a 30 punti grazie al successo sull’Atalanta. Da segnalare la sconfitta in casa del Milan per il Lecce (29 punti). Domani Udinese-Inter a chiudere la 31° giornata.

Queste le parole di mister Eusebio Di Francesco nel post-partita: “Io parlerei di bicchiere mezzo pieno per quello che è stato il nostro ottimo primo tempo nel quale abbiamo messo in grande difficoltà il Bologna che voleva continuare a palleggiare che fa spesso con le grandi squadra, siamo stati bravi nelle pressioni e nell’andare a creare situazioni di pericolo e magari siamo stati invece meno lucidi nella scelta finale, dell’ultimo passaggio. Probabilmente anche condizionati dal momento di classifica che viviamo. Ma dico loro di tenersi strettissimo il pareggio e l’ottima prestazione e la voglia di voler tenere la serie A. Tutto deve passare attraverso questa mentalità la voglia di salvezza contro una squadra che non a caso è quarta”.
Seck prima punta
“Quello di Seck non è un esperimento da prima punta. Ho fatto quella scelta anche per la sua velocità e fisicità, e entrato bene lui ma anche Lirola e tutti gli altri. Quanto all’episodio del 94’ tutto possiamo dire meno che ci sta girando bene in questa stagione, non possiamo dire che abbiamo pareggiato perché ci è andata bene. Se butti una palla in mezzo, la casualità dell’episodio può esserci nel calcio. Non solo ultimamente ci è andata male diverse volte nei finali di gara. Nel finale a Genova ci hanno rato un rigore e lo hanno tolto”.
Pregi e difetti di Soulé
“E’ un ragazzo Soulé che ha grandi qualità e che ha fatto benissimo e che ora deve capire dove, come e quando. Quando ad esempio in allenamento gli metto due o tre tocchi si arrabbia e fa capire che vuole sempre il pallone. Ricordiamo che siamo la squadra che mette più giovani in campo e lui paga questo aspetto. Ma sono convinto che ci darà anche altre soddisfazioni. Ora, tornando alla solidità tutto nasce dal lavoro diverso che facciamo. Prima eravamo esteticamente molto belli ma i punti li facevano altri, ora la maggior solidità difensiva ci porta ad essere pericolosi ma anche non giocando quel calcio sopraffino che avevamo fatto vedere in precedenza”.
La prova di Bonifazi
“Al di là del fatto che per me sono tutti importanti, devo dire che sono molto contento. Avrei fatto rigiocare Lirola ma è stato male tutta la settimana e comunque mi aveva dato la disponibilità a scendere in campo in corsa. Sono contento per Bonifazi. E’ dal 60’ che mi diceva di aver male al polpaccio ma l’ho tenuto fino alla fine perché gli ho detto che non lo avrei mai tolto. Mi servono questo tipo di giocatori che sanno dare anche la parola giusta al momento opportuno nell’arco di una gara”.
E’ mancato il cosiddetto tiro della disperazione?
“Lo ha fatto una volta Barrenechea e mi sono anche arrabbiato. Il tiro della disperazione è quando non sai cosa fare e la butti a caso, come ha fatto Calafiori nel finale. Eravamo tutti in the box e in quel caso si può pensare di creare qualcosa. Ma non è nelle nostre migliori caratteristiche. Ma credo che siano episodi. E per fare delle grandi cose a volte gli episodi ti devono girare a favore”.
(Foto interne di Antonio Fraioli)