(di Cesidio Vano) Un parto lunghissimo e un travaglio che ancora non trova fine. È quello che sta attraversando la Regione Lazio per ‘mettere al mondo’ il nuovo Cal, ovvero il ‘Consiglio delle autonomie locali’, per il quale gli aventi diritto (ovvero gli amministratori comunali del Lazio) sono andati alle urne ad inizio novembre dello scorso anno.
Dopo quasi sei mesi dal voto, però, il Consiglio non si è mai riunito. O meglio: non è stato ancora formalmente costituito. Infatti, il decreto di ‘Costituzione e nomina dei componenti del Consiglio delle Autonomie Locali (CAL)’ è apparso nel Bollettino ufficiale della regione solo lo scorso 19 marzo e, prima della pubblicazione di quell’atto – che tra l’altro è stato firmato non prima del 14 marzo – non era possibile convocare la seduta di insediamento dell’organismo che fornisce la rappresentanza istituzionale del sistema delle autonomie locali del Lazio ed è organo di consultazione, di concertazione e di raccordo tra la Regione e gli enti locali “al fine di garantire il rispetto dei principi costituzionali e statutari di sussidiarietà, di differenziazione e di adeguatezza, e l’effettiva partecipazione degli enti locali ai processi decisionali della Regione che incidono sugli interessi dei territori e delle comunità locali”. La legge istitutiva del Cal prevede, infatti, che la seduta di insediamento del Consiglio venga fissata entro i successivi venti giorni, rispetto alla data di pubblicazione del decreto costitutivo. La convocazione della prima seduta spetta al presidente del Consiglio regionale del Lazio, ma ad oggi – cioè dopo 16 giorni dalla pubblicazione del decreto a firma del governatore Francesco Rocca – non si ha notizia dell’avvenuta convocazione che Cal. Ci sono ancora 4 giorni utili e poi c’è stata di mezzo la Pasqua. Va bene. Però non sembra che in Regione abbiano tanta fretta di varare il rinnovato organismo, atteggiamento che forse lascia trasparire la grande importanza che si attribuisce al ruolo del Consiglio e alle autonomie locali. Forse. Il Cal, come noto, è composto da 40 membri: 23 sono eletti dai Comuni in rappresentanza delle varie fasce demografiche a cui appartengono e 17 ne sono componenti di diritto (sindaci dei Comuni capoluogo, presidenti delle Province e vicesindaco della Città Metropolitana di Roma Capitale; presidenti delle associazioni degli enti e delle autonomie locali del Lazio). Il Cal ha durata pari a quella della legislatura del Consiglio regionale e resta in carica fino all’insediamento del rinnovato organo.
