Regione – Sanità: Alessia Savo risponde a Sara Battisti sul Dea

Chiaro 11
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“Produrre ingiustificato e demagogico allarmismo, gridando al taglio di qualcosa che non è mai esistito perché in oltre dieci anni di governo Pd alla guida della Regione Lazio è stato unicamente oggetto di proclami e roboanti dichiarazioni urbi et orbi, è prima di tutto fare cattiva informazione”. Così la presidente della VII Commissione Sanità, Alessia Savo (Fratelli d’Italia) in risposta alle dichiarazioni della consigliera Battisti.

“In secondo luogo – continua la Savo – significa strumentalizzare timori che non trovano fondamento nelle intenzioni dell’Amministrazione Rocca che – a questo punto è bene ricordarlo – è in carica da un solo anno e ha già varato una nuova rete ospedaliera che aumenta a 3 il numero dei posti letto ogni mille abitanti e che potenzia l’offerta specialistica dell’ospedale ‘Fabrizio Spaziani’ attivando anche la Chirurgia vascolare, la Chirurgia Maxillo-facciale, la Radiologia Interventistica e la Gastroenterologia, mentre è in corso l’identificazione di un ulteriore fabbisogno per l’assistenza di prossimità con 10 posti letto per acuti e 10 posti letto post-acuti, assicurando i servizi in risposta all’emergenza. Così come l’attivazione a Latina della Cardiochirurgia è una scelta che dipende dal rapporto tra il numero di abitanti e sicurezza ed efficacia delle cure, secondo quanto stabilito dal Dm70/2015 in tema di definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera. Perché, allora, se il Dea di II livello non è mai stato previsto e realizzato a Frosinone in oltre un decennio di governo Pd, con Zingaretti, D’Amato e Buschini, oggi la consigliera Battisti cavalca paure e preoccupazioni che non hanno ragione di sorgere? Il vero rischio è che da qui all’appuntamento con le elezioni europee ne sentiremo delle belle! L’invito, quando si tratta di salute, però, è quello all’onestà intellettuale che, in questo caso, avrebbe dovuto riservare un plauso per gli oltre 22mila posti letto nel Lazio dell’attuale programmazione – che non sono mai stati raggiunti prima – e alla risposta concreta all’esigenza di governare la nostra sanità in un’ottica non più romanocentrica, garantendo invece ai territori assistenza, cure e qualità del servizio tali da assicurare dignità e rispetto per i pazienti e per il personale sanitario. Il resto sono demagogia e cattiva informazione che generano soltanto ingiustificato allarmismo tra i cittadini e gli operatori e dalle quali è bene stare alla larga. Perché sulla salute noi non facciamo derby, ma rete!”.
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