Il mondo dello sport italiano fermo al palo e senza indennizzi dal mese di dicembre. Troppi operatori sportivi non hanno mezzi di sostentamento da più di un anno.

Persi nella burocrazia in tanti non hanno ricevuto dal Governo neanche un euro. Il presidente OSR
Maurizio Noli spiega: “È nel silenzio più totale che si consumano quotidianamente i soprusi nei confronti della categoria, quella del mondo dello sport, al quale pare non importi a nessuno e che sta generando insicurezze e angosce per un futuro sempre più incerto. Abbiamo urlato in tutti i modi il disagio che questo settore sta vivendo, abbiamo provato persino a spiegare l’assurdo marchingegno messo su, quello delle INCONGRUENZE INPS, con il solo scopo di dimezzare l’erogazione delle indennità, tanto decantate da Governi che, di tali soluzioni, se ne fanno solamente propaganda elettorale in barba a tutto e tutti. Nessuno vuole veramente mettere mano a problematiche davvero di facile risoluzione che, che nel tempo, stanno creando una moltitudine di danni gravi che a dover pagare pare siano, incredibilmente, i danneggiati lavoratori. Mi riferisco agli operatori sportivi, faccio rispettosamente osservare che, queste persone, non hanno mezzi di sostentamento da più di un anno e che, i bonus sport, sono fermi a dicembre, ora chiedo io, quelli che miracolosamente riusciranno a beneficiare, districandosi dalle trappole burocratiche interpretative celate al suo interno, se saranno fortunati, prenderanno un Bonus cumulativo di tre mensilità, gennaio. febbraio e marzo, udite udite a fine aprile, quindi facendo due conti, calcolando tutto aprile,
un operatore che percepisce 1200,00€ di bonus avrà corrisposto la misera cifra di 300€ al mese, calcolando che un reddito minimo esclude dal beneficio, i nostri politicanti di mestiere, dovrebbero cominciare a pensare di concedere, a questa tipologia di lavoratori, ormai alla fame, non più il Bonus Sport che sia ben chiaro, non è al centro dei pensieri di questo Governo, ma il Reddito di Cittadinanza. Potrebbero avere una qualità di vita migliore a mio modesto parere, magari a ritirarlo potrebbero andarci in monopattino anche questo molto gentilmente concesso dallo Stato. Sembra davvero il muro del silenzio, quello più brutto, quello che dovrebbe rimbombare sulle coscienze delle persone, continuano con la propria azione di demonizzazione di un settore, indifferenti ai danni sulla salute pubblica che tutto questo comporterà. La chiusura dei centri sportivi farà danni irreparabili su tutto il sistema sanitario nazionale e di questo saremo chiamati, tutti quanti, a pagare un caro dazio. Una delle indagini più recenti è stata condotta all’Henry Ford Hospital di Detroit, negli Stati Uniti.
Pubblicato lo scorso 10 ottobre, lo studio rileva che i malati di Covid-19 con capacità fisica media o alta, cioè che praticano sport in modo costante, hanno un minor rischio di essere ospedalizzati. Ma il movimento fa bene anche a chi non ha sviluppato la malattia.

Lo scrive l’Organizzazione mondiale della Sanità nella pagina del suo sito dedicata al Coronavirus: <Durante la pandemia di Covid-19, quando molti di noi sono molto limitati nei loro movimenti, è ancora più importante per le persone di tutte le età e abilità essere il più attivi possibile. Anche alzarsi dalla sedia per una breve pausa, facendo tre-cinque minuti di movimento fisico, camminando o facendo stretching, aiuterà ad alleviare la tensione muscolare, a ridurre la tensione mentale e a migliorare la circolazione sanguigna e l’attività muscolare>.
Continuiamo a farci portavoce assieme ad OSR e FSSI che è ormai la prima realtà sindacale del mondo dello Sport di Base, e a tutti i professionisti del mondo dello Sport, dell’unico messaggio che si debba responsabilmente lanciare e che non lascia a dubbi interpretativi, LO SPORT FA BENE, LO SPORT PRODUCE SALUTE!Spero che la politica sia cosciente, attenta e responsabile e che, per farsi ascoltare, non si debba necessariamente scendere in campo creando disordini e disagi al prossimo, con manifestazione al limite della guerriglia urbana, certamente comprensibili in un sistema sordo ma che, così come dovrebbe essere in un Paese civile, il dialogo possa farla ancora una volta da padrone, nella piena convinzione che si possa arrivare, per il bene di tutti, ad una ragionevole soluzione prima di incontrare il punto del non ritorno.”
Anna Ammanniti