(di Cesidio Vano) Non sembrano esserci buone notizie per i lavori di messa in sicurezza della Scuola “D. Santoro” di Alvito. Dopo una gara pasticciata, l’esclusione di una ditta, il ricorso al Tar che l’ha reintegrata (leggi qui: https://www.tg24.info/alvito-il-pasticciaccio-brutto-dei-lavori-alla-scuola-elementare-a-rischio-finanziamenti-del-pnrr-per-17-milioni/), giunge ora anche una ‘sospensiva’ concessa dal Consiglio di Stato. Per la decisione di merito se ne riparlerà a luglio. Nel frattempo i lavori non sono mai iniziati. L’intervento è finanziato con il Pnrr e quindi, qualora dovesse ulteriormente proseguire l’inerzia, è molto probabile che i fondi, circa 1,2 milioni di euro, finiscano per essere revocati, vista la rigidità delle norme in materia.
Qualche giorno fa, il Consiglio di Stato ha concesso la misura cautelare richiesta dal Consorzio Stabile Santa Rita s.c.a.r.l. di Veroli, aggiudicatario dei lavori di messa in sicurezza, riqualificazione e miglioramento sismico dell’edificio Scolastico “D. Santoro” che ospita le scuole elementari e l’asilo nido comunale ad Alvito, dopo che, nelle scorse settimane – invece – il Tar di Latina, accogliendo il ricorso presentato dalla società Procoge Srl di Atina, aveva annullato l’affidamento dei lavori al Consorzio medesimo, ritenendo che la Procoge fosse stata erroneamente esclusa dalla gara al maggior ribasso (avendo peraltro formulato lo sconto maggiore), gara che il Comune di Alvito aveva svolto tramite la Centrale unica di committenza (Cuc) dell’Unione di Comuni Valle di Comino. Il giudice di prime cure aveva quindi ordinato che la Cuc riesaminasse gli atti di gara considerando anche quelli della Progeco (probabile vincitrice dell’appalto a quel punto), nel frattempo, però, la ditta controinteressata ha fatto appello contro quella sentenza, ottenendone la sospensiva. Per i giudici di secondo grado, infatti, trattandosi di opera finanziata con il Pnrr “deve essere tenuto in considerazione il ‘preminente interesse nazionale alla sollecita realizzazione dell’opera’ (…) e in ogni caso la compatibilità della misura con i termini previsti per il Pnrr” per poi spiegare “lo stato del procedimento e le tempistiche previste per l’esecuzione del contratto impongono di considerare che l’eventuale aggiudicazione a Procoge s.r.l. comporta un allungamento della tempistica dal momento che non è stata ancora avviata la fase di valutazione della documentazione amministrativa e della verifica dei requisiti di partecipazione della società stessa, così da determinare un allungamento della tempistica in mancanza di sospensione degli effetti della sentenza”. Dall’ordinanza del Consiglio di Stato, inoltre, si scopre anche che – contrariamente a quanto era stato assicurato anche dal Comune – in data 29 novembre 2023 “i lavori sono stati consegnati al Consorzio stabile Santa Rita”. Dopo quattro mesi, però, nulla è concretamente accaduto. La circostanza è però sufficiente affinché i giudici d’appello “nella valutazione dei contrapposti intessi” ritengano prevalere “l’esigenza di dare corso all’appalto”. Il Consiglio di Stato ha così sospeso l’efficacia della sentenza di primo grado, fissato l’udienza di merito all’11 luglio 2024 e compensare le spese della fase cautelare. Il cantiere può ora aprire – se mai aprirà -, anche se si rischia, tra qualche mese, di dover risarcire e indennizzare il soggetto che è rimasto escluso e penalizzato dalla gestione di questa gara d’appalto, a causa di errati richiami di legge nel disciplinare e l’imposizione di rigidi principi di esclusione, gestiti forse con poco buonsenso.
