Il TAR salva regione Lazio e Asl Rm G sul trasferimento di reparti da Colleferro a Palestrina. L’ordinanza di rigetto adottata dal TAR Lazio mercoledì 16 condanna il territorio a restare senza servizi essenziali.
Il comunicato “La sentenza è relativa all’istanza di sospensione richiesta da 12 Comuni della valle del Sacco contro l’atto di trasferimento dei reparti materno-infantili dall’Ospedale di Colleferro a quello di Palestrina, ci ha visto – Consulta le Donne e Comitato residenti Colleferro – soccombere come ricorrenti ad adiuvandum. La decisione del TAR ha come effetto di lasciare il nostro territorio privo di servizi sanitari essenziali per donne e bambini che, riuniti in un Comitato in difesa dell’Ospedale, si erano opposti nei mesi scorsi, raccogliendo migliaia di firme di Cittadini. Ci siamo opposti ad adiuvandum al ricorso dei Sindaci contro il provvedimento del luglio 2015 del Direttore generale della Asl Rm G, che aveva disposto l’accorpamento presso l’Ospedale di Palestrina dei reparti di pediatria, neonatologia, ostetricia e ginecologica, in esecuzione dei decreti e dell’Atto aziendale del Presidente della Regione, Nicola Zingaretti, adottati nel 2014, in qualità di Commissario ad acta. Siamo inoltre ricorrenti principali, insieme a Cittadini del territorio, in altro ricorso al Presidente della Repubblica, di cui attendiamo la fissazione dell’udienza. Il TAR non ha ritenuto rilevanti, ai fini dell’accoglimento del ricorso, le ragioni dei Sindaci ed ora i dubbi e le riserve che ci avevano spinto ad intervenire sono diventate certezze per tutti. Infatti il primo punto dell’Accordo raggiunto a luglio di quest’anno tra il Sindaco Sanna e il dott. D’Amato, Direttore della “cabina di regia” della Sanità regionale, prevedeva addirittura il servizio ambulatoriale di pediatria e ginecologia presso l’Ospedale di Colleferro 6 giorni su 7. Chiudere il reparto e l’ambulatorio ospedaliero pediatrico serve e servirà unicamente a far superare all’Ospedale di Palestrina la soglia di 1.000 nascite l’anno! La vera trattativa a luglio tra Regione, Asl e Cabina di regia doveva concentrarsi sulla salvaguardia, come previsto dalle Linee di indirizzo sui livelli assistenziali, del punto nascite del nostro Ospedale, ricercando le condizioni per raggiungere i 500 parti l’anno e rappresentando le specificità dei bisogni reali del territorio, come la difficoltà di attivare nelle nostre aree geografiche lo STAM (trasporto assistito materno-infantile)! Questo si doveva e si poteva difendere invece di accettare false promesse! I Sindaci (o anche uno solo di loro) dovranno continuare ad interpretare la volontà di tanti abitanti della valle del Sacco e ricorrere nei prossimi 60 giorni al Consiglio di Stato”. Jackal
