Il Ministero dell’agricoltura, ha aggiornato l’elenco nazionale dei Prodotti agroalimentari tradizionali del Lazio. Altre nove eccellenze vanno ad arricchire il paniere regionale delle produzioni tradizionali che contraddistinguono, ormai da tempo, l’agricoltura e la gastronomia di alcuni territori del Lazio. Uno dalla Ciociaria: le sagne e fagioli di Arnara.
«I Pat – dichiara l’Assessore Regionale all’Agricoltura Giancarlo Righini – rappresentano una ricchezza e una risorsa importante. Hanno la capacità di attrarre turismo e legare alle tradizioni gli abitanti di quei luoghi, per questo la Regione Lazio, attraverso Arsial, si occupa da oltre un ventennio, di accompagnare i soggetti pubblici o privati che propongono una candidatura, nel percorso che si conclude con il riconoscimento e di aggiornare la sezione dedicata al Lazio dell’elenco nazionale dei Pat». Tra i nuovi Pat riconosciuti, tre rientrano nella categoria: paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria: la pizza rentorta fiamignanese del Reatino, il serpentone di Capena (RM) e il tortiglione di Jenne (RM). I restanti sei, fanno tutti parte della categoria prodotti della gastronomia. Tre provenienti dalla Tuscia Viterbese: l’acqua cotta; le fettuccine all’etrusca con funghi ferlenghi e salsiccia e il Mirandò o Mirandot di Tarquinia. Due dal Reatino: i pizzicotti alla liscianara e gli stringozzi aspresi. Dalla Ciociaria: le sagne e fagioli di Arnara. Con i nuovi ingressi il Lazio sale a 472 prodotti inseriti nell’elenco nazionale, collocandosi al secondo posto tra le regioni italiane per numero di Pat.
