Tarcisio Tarquini, presidente dell’associazione Gottifredo che fa parte della rete Trisulti Bene Comune, tiene a chiarire la distinzione tra l’ambito amministrativo, chiusosi con la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la concessione ai sovranisti del DHI, e quello penale che ha visto prosciolto in primo grado il direttore Harnwell.
A pochi giorni dalla notizia che il tribunale di Roma ha assolto con formula piena il direttore del DHI, Benjamin Harnwell, dalle accuse di rilevanza penale rivoltegli in merito alla turbativa di gara e inadempimento nelle pubbliche forniture, arriva il chiarimento di una delle associazioni del territorio che ha lottato per ‘liberare’ la Certosa. “Il Consiglio di Stato- afferma Tarquini- con sentenza definitiva ha annullato la concessione della Certosa alla DHI, ed ha espressamente dichiarato l’irrilevanza, ai fini dell’annullamento, dell’esistenza o meno di un reato penale. Questo, in risposta a una richiesta della DHI stessa che puntava all’annullamento dell’atto di revoca del ministero in attesa di un pronunciamento del giudice penale. La Cassazione a cui, sul punto la DHI si è rivolta per contrastare questa tesi del Consiglio di Stato, ha respinto il rilievo e confermato quanto deciso dal massimo organo di giustizia amministrativa. In sostanza si è stabilito che, al di là dell’esistenza o meno di profili penali, la revoca andasse in ogni caso confermata perché la DHI aveva fornito, per ottenere la concessione, una falsa rappresentazione della realtà (i requisiti) inducendo il Ministero all’errore”. Come ribadisce anche Tarquini, per un parere più compiuto, occorrerà attendere le motivazioni della sentenza ma a meno che il ministero, non volesse tornare per assurdo sui suoi passi spontaneamente, nulla cambierà sulla gestione del bene. A.T.
