Pontecorvo – La Strage di Nassiriya raccontata dal generale Burgio. Venerdì la presentazione del libro-documento

Cesidio Vano
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Le vicende di Nassiriya, raccontate nel libro del generale Burgio. Il volume sarà presentato a Pontecorvo, nella sala Consiliare, venerdì prossimo 23 febbraio, alle ore 17. L’iniziativa è a cura dell’associazione nazionale Carabinieri di Pontecorvo (Anc) e vedrà la presenza oltre che dell’autore, il generale di Corpo d’armata Carmelo Burgio, anche del il generale Luigi Sparagna, presidente dell’Anc locale, che dialogherà con il lo stesso autore, oltre al sindaco di Pontecorvo Anselmo Rotondo e l’assessore comunale alla Cultura Katiuscia Mulattieri.

Parlando del volume che narra dei fatti di Nassiriya – dove come noto il 12 novembre 2003 un camion cisterna esplose davanti alla base italiana dei Carabinieri (la Multinational Specialized Unit) e causando la morte di 28 persone tra carabinieri, militari e civili -, lo stesso generale Sparagna, ha presentato l’opera come un “documento storico di particolare valore documentale”, spiegando che “l’autore, nel suo libro, ha inteso ricordare i fatti senza omettere nessun aspetto della verità sull’attentato”. Burgio, destinato ad assumere il Comando della missione in Iraq, si salvò dalla terribile esplosione, per pura coincidenza, insieme al Comandante che lo aveva preceduto. A distanza di anni, dopo aver a lungo riflettuto, il Generale ha voluto ripercorrere quegli avvenimenti, offrendo al lettore in tutta la sua genuina anche se a volte scomoda cronaca, il lavoro svolto dal contingente posto sotto il suo Comando, per superare lo sgomento, la paura e le incertezze che derivarono da quella immane tragedia che costò 19 vittime solo tra gli italiani oltre a 9 morti iracheni. Lavoro duro non tanto e non solo materialmente ma principalmente sotto il profilo psicologico che tutti i protagonisti hanno svolto con passione per ricostruire prima di ogni cosa il morale dei superstiti ed offrire, a chi sarebbe venuto dopo a sostituirli al termine della missione, una base per il Contingente strutturalmente sicura, più sicura di quella andata distrutta, dimostrando una coesione che non lasciava trasparire il dolore dell’anima che da quel momento ha segnato le vite di coloro che c’erano quel maledetto 12 novembre 2003. Cesidio Vano
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