(di Alessandro Iacobelli) Commentare uno 0-3 dopo un primo tempo come quello sfoderato dal Frosinone contro la Roma allo Stirpe è davvero complicato. Rischiamo di ripetere le stesse cose da qui a maggio senza soluzione di continuità.
Parliamoci chiaro, senza fronzoli, come tra l’altro ammesso da De Rossi nella conferenza post-partita. I giallorossi nei primi 47 minuti ci hanno capito ben poco. I ciociari hanno messo in mostra pressing degno del miglior Foggia di Zeman negli anni ’90 del secolo scorso (a proposito un immenso in bocca al lupo al boemo), scambi veloci, fraseggi alla Barcellona dei tempi d’oro di Pep Guardiola… no, non stiamo delirando. E’ mancato solo un dettaglio, un maledetto dettaglio, quello principale nel gioco del calcio: il gol. All’improvviso Huijsen (con breve scia polemica per l’esultanza non proprio garbata del giovanotto), Azmoun e Paredes su penalty hanno calato il tris archiviando il match. La corsa salvezza, però, è ancora decisamente aperta. Il Frosinone ha le carte in regola per farcela e deve adesso, sì adesso, mostrare gli artigli. Domenica prossima sarà la volta del lunch match contro la Juventus a Torino. La vera sfida epica però, senza nulla togliere alla gloriosa fama della Vecchia Signora, è quella contro il Lecce tra le mura amiche. Nel post-match queste le parole di mister Eusebio Di Francesco: “Ovviamente se fai un primo tempo del genere e sei sotto di un gol, un minimo lo puoi subire contro una squadra di livello superiore. Rientri nello spogliatoio e cerchi di dare ancora più forza ai ragazzi che hanno fatto un primo tempo, posso dirlo, il migliore della stagione: strepitoso. Meritavamo forse più di un gol di vantaggio ma ci siamo trovati sotto di un gol. Detto questo non posso appellarmi ad altro. La responsabilità è più la nostra che non abbiamo fatto gol e poi abbiamo preso una rete da 30 metri da un ragazzino che fa il difensore centrale e che ci ha segnato alla prima occasione. Tra l’altro da uno che voleva venire qui a Frosinone, mi ha chiamato per venirci, poi si è trovato a giocare nella Roma e buon per lui. E ti dispiace, ti mette rabbia e dispiacere per quella che è stata una prestazione che non meritava un epilogo del genere. Poi ci sta che loro abbiano più qualità ma una partita del genere non è facile commentarla. Ci sono due squadre in campo, non puoi pensare che noi del Frosinone possiamo dominare le partite 90’. Il fatto che tu la domini per 45’ e sei sotto di un gol per me è irrilevante”. C’è comunque una luce “Al di là dei gol presi finora, ne abbiamo fatti anche noi. E ricordiamoci come siamo arrivati a questa situazione: senza mettere in campo difensori puri in determinate partite. La nostra difficoltà più grande. Ricordiamoci anche che siamo il Frosinone, che cerchiamo di esprimere un certo tipo di calcio che quando vincevamo era bellissimo ed ora si vanno ad analizzare i gol presi. E’ ovvio che ci alleniamo a non prenderli i gol. Una squadra che dà la possibilità di calciare in porta una o due volte nel primo tempo, giocando nella metà campo della Roma e dando 80 metri di campo all’avversario, dimostra che sa anche difendersi. Poi nello svolgimento della gara, nell’esperienza e nella qualità puoi concedere qualcosa in più. Il problema è che tra tiri fatti dell’una e dell’altra non c’è equilibrio. Io sono rientrato tra il primo e secondo tempo e cosa potevo rimproverare ai ragazzi? Di non aver fatto gol. Ma non potevo rimproverare nulla sotto il profilo tecnico tattico. Poi nella ripresa loro hanno cambiato modo di giocare, noi abbiamo capito in ritardo le uscite, abbiamo ridato loro un po’ di palleggio. E ti dispiace non aver fatto qualche gol in più prima”. Il breve battibecco con Huijsen “Lo scapaccione lo volevo dare a Huijsen, per un motivo semplice: è un ragazzo giovane e può sbagliare, ha l’età di mio figlio piccolo. Ma deve imparare da queste esperienze e non si deve permettere a fare quello che ha fatto. Lui è un giocatore, lo ripeto, che mi ha chiamato per venire qui. Ci siamo sentiti, ci siamo scambiati dei messaggi. Poi si è trovato dall’altra parte. E la sua stasera è stata mancanza di rispetto, ma poi finisce là. Deve imparare a comportarsi da ometto, come li trattiamo noi allenatori. I ragazzi possono sbagliare, lui ha mancato di rispetto alla mia squadra e al pubblico. De Rossi? Mi fa piacere per lui, è un ragazzo che merita. Era un leader in campo che si fa apprezzare anche in panchina in maniera autorevole. E questo ambiente è casa sua”. Quando non indovini il jolly… “Mi dispiace ma analizziamo anche i valori che sono in campo ed è normale che la differenza la possono fare anche certi valori. Esperienza, conoscenza, qualità. Quando non determini dopo aver fatto bene tante cose, alla fine lo puoi pagare. Come ho detto anche ieri in conferenza stampa noi siamo in linea con il nostro obiettivo di inizio stagione. E’ normale che sul concetto difensivo condivido con lei. Per quanto riguarda il gol preso è vero, c’è stato un errore tecnico-tattico. Il ragazzo ha fatto un gesto di qualità e magari Mazzitelli poteva intervenire dandogli l’esterno invece che l’interno ma parliamo anche del capitano che ha fatto una grande partita. Ci può stare e poi lui indovina il jolly quando invece noi di jolly ne abbiamo avuti una quindicina e li abbiamo giocati male”. Il gioco è l’unica stradale per qualsiasi obiettivo “Se io fossi convinto che porto a casa punti mettendo il pullman davanti la porta, lo faccio. Ma io credo di dover fare delle cose cercando di sfruttare le caratteristiche dei mei giocatori che non sono di quelli che puoi utilizzare per mettere il famoso pullman davanti la porta. Io alla fine devo cercare di fare il meglio che posso con le qualità dei miei ragazzi. Che devono migliorare nell’attenzione, nelle letture ed anche nel cinismo”.
