Frosinone – Le tolgono il figlioletto di due anni, mamma disperata

Marina Mingarelli
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“Mi hanno tolto il mio bambino con l’inganno, il mio piccino non ha nemmeno due anni, ha bisogno della sua mamma, io so che adesso si starà disperando”. Sono le parole di una giovane mamma di 27 anni che vive nel popoloso quartiere di via Selva Piana a Frosinone.

Fino al 26 gennaio la donna viveva serenamente con il figlioletto che come già accennato non ha compiuto ancora due anni. Quel giorno è stata chiamata dai servizi sociali dicendole che le volevano parlare e di portare con sé il bambino. Arrivata al Comune le era stato detto che mentre parlava con l’assistente sociale di accompagnare il bimbo nella sala giochi. Ma quando è uscita da quella stanza il piccolo non c’era più. Soltanto dopo ha saputo che era stato portato in una struttura a San Giorgio a Liri. Il motivo? Nella relazione presentata al tribunale dei Minori, è stato detto che il ragazzino era malnutrito e viveva in un contesto familiare e sociale non idoneo alla sua crescita. La donna mostra la foto del suo bimbo e dice: “guardi signora, guardi se mio figlio sembra un bimbo denutrito e non curato. Si sono attaccati anche al fatto che non fosse vaccinato. Ma il 22 gennaio, prima che lo prelevassero, aveva fatto gli ultimi vaccini. Io rivoglio il mio bambino, l’ho aspettato per ben otto anni. Quando non ci speravo più è accaduto il miracolo. Adesso non riesco nemmeno a stare dentro casa. Lì dentro tutto parla di lui, i suoi giochi i suoi vestiti, il suo lettino…. A supportarla un avvocato di un centro antiviolenza che ha presentato per ben tre volte una istanza per far si che la giovane mamma potesse vedere attraverso un incontro protetto ed in campo neutro il suo bambino. Ma a tutt’oggi nessuno le risponde. Così come dalla casa di accoglienza non rispondono alle telefonate della madre che vuole il diritto di sapere come sta il suo bimbo. L’avvocato che la sta rappresentando ha dichiarato che tale comportamento da parte dei servizi sociali è inqualificabile. “La mamma ha il diritto di vedere il suo figlioletto. Tutto sarebbe nato a causa di una denuncia presentata dalla donna nei confronti della cognata che l’aveva addirittura picchiata con il bastone. Poi quella denuncia, proprio perché aveva avuto paura di ritorsioni, era stata ritirata. Ma a quel punto però la macchina dei servizi sociali si era messa in moto. La donna ha riferito che a casa sua sono venuti per un controllo soltanto una volta. Tanto è bastato per capire che il bambino lì dentro non stava bene. Addirittura hanno relazionato che è stata trovata la casa sporca. ‘Ma non è vero!’ ha tuonato la ragazza e tira fuori delle foto che sono state scattate in quell’appartamento durante le festività natalizie e dove il pavimento bianco brilla di pulizia. Ma lei abita al Casermone. E questo è bastato – ha riferito il legale – a far emettere un provvedimento di allontanamento del bambino dalla famiglia. Si tratta di un fatto molto discriminante perché avrebbero dovuto scrivere nella loro relazione che la mia assistita abita nel quartiere di via Selva Piana e non a Casermone. Tornando al rapporto che il bambino ha con la sua mamma, il curatore del piccino avvocato Rosa Condello nella sua relazione ha sottolineato il legame molto forte del piccolo con la madre. Ma questo i servizi sociali non lo hanno tenuto in considerazione”. Mar.Ming.
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