Cassino – Carcere: in cella manca l’acqua calda ma ci sono droga e cellulari

Chiaro 12
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Rumorosa protesta, ieri sera, presso la Casa circondariale di Cassino. Come spiega Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, “Ieri sera, alcuni ristretti hanno dato vista ad una rumorosa protesta per la mancanza di acqua calda nel carcere. Per Cassino, purtroppo, la situazione non è diversa dagli altri istituti penitenziari, ma è fondamentale che a fronte di disagi oggettivi l’Amministrazione penitenziaria sia celere nel porre rimedio”.

Somma informa anche che ieri mattina, supportati da unità provenienti anche da altre carceri regionali e dalle Unità Cinofile del Corpo, il personale di Polizia Penitenziaria di Cassino aveva condotto una importante e fruttuosa perquisizione straordinaria: “I Baschi Azzurri hanno infatti esaminato e perquisito ogni anfratto della Casa circondariale di via Sferracavalli rinvenendo molti telefoni cellulari e diversi quantitativi di sostanza stupefacente. Alle colleghe ed ai colleghi che hanno partecipato giunga il plauso del SAPPE dopo l’ennesima brillante operazione, nonostante le difficoltà che attraverso l’istituto in termini di carenza di personale”, conclude Somma. “Io credo che la Polizia Penitenziaria di Cassino”, commenta Donato Capece, segretario generale del SAPPE, “che pure ha dimostrato grande professionalità e senso del dovere, non debba pagare le tensioni legate ad una situazione di interventi di edilizia penitenziaria urgenti e non più rinviabili, e nemmeno deve essere messa nelle condizioni di vivere situazioni di alta tensione sotto il profilo della sicurezza e dell’ordine per i ricatti di alcuni ristretti violenti che evidentemente pensano di stare in un albergo e non in un carcere”. E sugli esiti della perquisizione mattutina esprime apprezzamento al personale del carcere teramano di Cassino ed a tutte le unità del Corpo di Polizia Penitenziaria giunte di rinforzo.
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