(di Cesidio Vano) “No, alla scelta di aumentare più del doppio i valori di esposizione consentiti all’eletrosmog”. La protesta arriva dalla consigliera regionale del gruppo ‘Polo Progressista per Bianchi Presidente Sinistra & Ecologista’ Alessandra Zeppieri, che ha depositato una mozione – ora al vaglio del consiglio regionale – per chiedere alla Giunta guidata dal presidente Francesco Rocca di farsi parte attiva nell’annullamento della scelta operata dal Parlamento italiano che ha accolto l’indicazione data dall’Unione europea in tal senso.
Il Parlamento, infatti, ha aumentato da 6 V/m (Volt/metro) a 15 V/m il limite di emissioni consentito (i cosiddetti “valori di attenzione” e “obiettivi di qualità”), sostenendo di adeguarsi alle indicazioni in materia da parte dell’UE; per la consigliera Zeppieri, però, il tema dell’elettrosmog, “anche in ragione della diffusione del 5G e molto spesso facendo ricorso a fondi PNRR, costituisce una problematica di sempre maggior rilievo, stanti la diffusione della nuova tecnologia 5G e la moltiplicazione degli insediamenti 4G, sempre più riferiti alla trasmissione dati e non al servizio di telefonia strictu sensu”. Inoltre, dice sempre l’esponente politica, “è stato aggiornato lo stato delle conoscenze, conseguenti alle ricerche scientifiche prodotte a livello nazionale ed internazionale, in materia di possibili rischi sulla salute originati dai campi elettromagnetici (Linee guida sui campi elettromagnetici RF – Marzo 2020), che tuttavia tengono conto unicamente degli effetti termici della esposizione e non anche degli effetti biologici a livelli non termici, risultanti dagli esiti legati ad una media/lunga esposizione”. Nelle premesse della sua mozione, la consigliera Zeppieri ricorda come in precedenza, “la legge nazionale fissava il livello di attenzione a 6 V/m (volt/metro), da osservare in tutti gli ambiti con permanenza umana prolungata fino ad almeno 4 ore giornaliere per le frequenze 100 KHz-300Ghz; Il suddetto limite è stato già di fatto modificato con la legge n. 221/2012, che ha introdotto modalità di misurazione come media su 24 ore, anziché sui 6 minuti, rappresentando una anomalia rispetto a quanto convenuto in tutti i paesi europei; tale metodologia favorisce il superamento delle soglie elettromagnetiche durante le ore diurne, in cui il traffico telefonico risulta maggiormente intenso, contribuendo ad innalzare surrettiziamente i livelli di campo elettromagnetico in determinate aree”.; Zeppieri evidenzia come il limite dei 6 V/m rappresenti invece un compromesso ragionevole tra il principio di precauzione e le esigenze tecniche e tecnologiche e che “non è certo che tale valore sia completamente cautelativo, soprattutto nei confronti di categorie particolarmente fragili come persone anziane, in cura, in gravidanza, bambini, portatori di pacemaker e persone elettrosensibili (ovvero con una particolare sensibilità ai campi elettromagnetici)”. Del resto, come spiega la mozione, gli Stati membri dell’UE sono responsabili della definizione delle loro politiche in materia di sanità, incluso il riconoscimento di malattie o sindromi specifiche; “Alcuni Paesi – si spiega – hanno stabilito livelli di esposizione più cautelativi di quelli italiani, come ad esempio la Svizzera con 5 V/m; Molti esponenti del mondo scientifico indipendente, associativo e dei comitati si sono espressi con forza, per mantenere i valori di attenzione cautelativi per i valori di campo elettromagnetici (CEM) di 6 V/m, chiedendo di procedere nelle ricerche sperimentali per approfondire i possibili impatti dei CEM sulla salute”. Per tutte queste regioni, allora, la consigliera regionale chiede al Consiglio di impegnare la Giunta Regionale e gli Assessorati competenti: “a sollecitare il Parlamento e il Governo, in tutte le sedi istituzionali opportune e nella Conferenza Stato-Regioni, al fine di abrogare l’aumento delle soglie elettromagnetiche a 15 V/m e, viceversa, in conformità al principio di Precauzione di cui all’art. 174 del Trattato istitutivo CE, così come ai concetti di sostenibilità oggi impressi anche nella Costituzione della Repubblica Italiana, mantenere i valori di attenzione per i campi elettromagnetici a radiofrequenza attualmente in vigore, ovvero 6 V/m; a coordinarsi con gli organi centrali dello Stato perché la modalità di misurazione, che attualmente avviene come media su 24 ore, torni ad essere svolta come media nei 6 minuti nelle ore di maggiore traffico telefonico”.
