Le accuse dell’ex vicesindaco Di Fabio di aver gettato la spugna sulla riconversione del sito de Le Fraschette vengono respinte al mittente dall’assessore Tagliaferri.
Tutto è partito da un post dei giorni scorsi in cui il consigliere Dem Fabio Di Fabio ha accusato di immobilismo il Comune sul futuro dell’ex campo profughi al confine con Fumone e di aver perso un’altra occasione per il rilancio del sito. Tra le accuse maggiori quella relativa al protocollo di intesa sottoscritto tra l’ente comunale e il Demanio che – a suo dire – certificherebbe la fine di qualsiasi aspirazione del Comune sulla gestione del Campo. A stretto giro arriva, però, la lunga replica dell’assessore al Patrimonio Giorgio Tagliaferri che, assieme al Demanio, ha ripreso in mano da mesi la questione cercando una soluzione seppur complessa. “In merito alla polemica, a mio dire pretestuosa, del consigliere Fabio Di Fabio sul bando per la gestione futura dell’ex campo di internamento e profughi de Le Fraschette, dopo aver mantenuto un atteggiamento di riserbo come è mia abitudine, mi sento costretto a intervenire e chiarire alcuni punti oltre a smentire informazioni false. Innanzitutto va detto, per dovere di cronaca, che nel settembre 2021 il Demanio ha scritto una Pec al Comune di Alatri, con sindaco Morini e quindi con Di Fabio vice, per chiudere definitivamente i rapporti sulla storia del campo in quanto per tre anni, tra tentennamenti e promesse, l’ente comunale aveva nicchiato fino alla chiusura della procedura di Federalismo Culturale. Perse, così, la possibilità di vedersi assegnato il bene praticamente gratis. Da quando mi sono insediato, tra le prime cose a cui ho lavorato senza sosta, c’è proprio la sorte del campo de Le Fraschette e mi sono messo con buona volontà a studiare e poi a ricucire i rapporti con l’agenzia del Demanio che, devo dire, ha risposto con disponibilità e professionalità alle mie richieste”. “Con gli uffici dell’agenzia demaniale – continua Tagliaferri – abbiamo sviscerato tutta una serie di problematiche cercando una soluzione che potesse rendere giustizia a questo luogo storico, contemperando, comunque, anche le scarse possibilità economiche dell’ente comunale che, da solo, non potrebbe intraprendere alcun progetto di rilancio, restauro e gestione del campo. Ecco che è nata, quindi, l’idea di un protocollo di intesa che serve a facilitare i rapporti tra Comune e Demanio e che riporti l’ente ad avere parola sul futuro de Le Fraschette. Non è vero, dunque, che il Comune ha gettato la spugna, anzi è proprio il contrario: dopo anni e anni di tentennamenti e di ‘nulla’, ora finalmente c’è una possibilità concreta che passa per la creazione di una cordata in cui le associazioni del territorio, assieme al Comune, potranno rispondere al bando proponendo un progetto credibile e concreto. Non sarà facile, ovviamente, ma la volontà c’è e a breve comincerò a convocare le associazioni per avviare la nascita di una rete a tal proposito. Il progetto di base a cui lavorare, del resto, è già esistente, messo a punto da un gruppo di associazioni capitanate da Insieme Alatri Odv che avrebbe un valore sociale altissimo, sia per il coinvolgimento delle persone con disabilità, sia per i giovani, sia per il turismo; da quello si può benissimo partire come base. Non solo, per testimoniare quanto tutta questa operazione sia reale e concreta, a breve convocheremo un incontro pubblico con ospiti i referenti dell’agenzia del Demanio regionale che si sono già detti disponibili a sviscerare le problematiche che dovessero emergere sul bando e a spiegare nel dettaglio punto per punto. E non era scontata questa disponibilità anche per via della mole di lavoro immane che il Demanio gestisce. Per cui – conclude la nota – do un consiglio al consigliere, prima si informi, e soprattutto, ricordi le vicende passate di quando per tanti anni è stato amministratore e, magari, faccia mea culpa perché il problema dell’ ex campo di internamento viene da molto lontano e noi, finalmente, ci stiamo seriamente mettendo mano”. Andrea Tagliaferri
