Intervista a Dom Luca Fallica, Abate di Montecassino, sui temi della Pace

Dario Facci
3 MIn Lettura
(di Dario Facci) Dom Luca Fallica, Abate di Montecassino, l’abbazia fondata da San Benedetto e considerata faro della cristianità nel mondo, ha aperto per la prima volta alla stampa il suo pensiero e ci aiuta a riflettere sul dono della pace in un momento tanto critico per la sicurezza mondiale e per le coscienze.

Dom Luca, viviamo in un momento segnato da tante guerre, solo ultima in ordine di tempo quella sanguinosissima scoppiata tra Israele e Palestina, cosa si può dire per aiutare e ricostruire i valori della pace? Noi qui a Montecassino ci apprestiamo a celebrare un anniversario importante perché quest’anno sarà il sessantesimo da quando Papa Paolo VI è venuto qui a riconsacrare la chiesa dopo la ricostruzione in seguito alla distruzione bellica e in quell’occasione ha proclamato San Benedetto Patrono principale d’Europa con una bolla intitolata Pacis Nuntius. Il Papa dunque ci ha presentato San Benedetto come testimone, annunciatore della pace. Io credo che quello che l’esperienza benedettina può testimoniare in ordine alla ricostruzione della pace è avere una visione integrale, non parziale. La pace, anche nell’accezione biblica, non è semplicemente assenza di guerra, anche se certamente questo è un aspetto fondamentale, ma è lo shalom, come pienezza di tutte le relazioni: la relazione con Dio, la relazione con sé stessi e con gli altri ma anche la relazione con il creato, con le altre realtà creaturali e cosmiche. Ecco, dunque credo che per costruire davvero sentieri di pace occorra recuperare questa visione che sa tenere insieme anche aspetti diversi, apparentemente distanti ma che invece vanno fatti convergere in quella che Papa Francesco definirebbe una visione integrale. I Papi, soprattutto attraverso i messaggi che ogni anno promulgano nella giornata della pace, hanno sempre ricordato che non c’è pace senza giustizia, non c’è pace senza riconciliazione. Per quest’anno Papa Francesco affronta anche il tema dell’intelligenza artificiale, delle nuove tecnologie. Ecco, sembrano temi che non hanno a che fare con la pace. Invece la pace si costruisce anche attraverso l’attenzione, integra e fa convergere aspetti diversi dell’esperienza umana. Un aspetto, infine, che non dobbiamo mai dimenticare è che si costruisce la pace internazionale anche partendo dalle proprio realtà, dalle realtà di ognuno di noi. Quindi il tema della pace ci richiede per esempio anche quello della violenza nelle famiglie, nelle nostre città. Ci chiede di affrontare la sfida educativa che oggi forse è una di quelle fondamentali di cui dobbiamo tenere conto. Ci chiede anche di affrontare dei cammini di conversione personale, perché non c’è pace senza anche una conversione personale alle logiche della pace.
Condividi questo articolo
Nessun commento