“Farmacia ospedaliera o chimera? A dire il vero non saprei”. Si legge nello sfogo di un’utente anagnina alle prese con un evidente disservizio nella farmacia ospedaliera della struttura cittadina.
“Due volte su due, per ora. Ma credo che procurare farmaci di una certa importanza non dovrebbe essere così complicato”. Alla base dell’accaduto la necessità della somministrazione di un farmaco per cure neurologiche, prescritto alla paziente dal nosocomio del Capoluogo presso il quale è in cura. “Trattandosi di un farmaco delicato – spiega la donna – è necessario il piano terapeutico, prescritto dallo specialista, mentre il prelievo avviene presso la farmacia ospedaliera del distretto sanitario di appartenenza. Alla prima complessa prescrizione (autorizzata persino da Enti Regolatori) da sistema è stata indicata la Farmacia ospedaliera di Anagni come punto per il ritiro”. “Ebbene – prosegue nella segnalazione – come primo step mi sono recata presso la struttura anagnina per avviare la richiesta. Dopo un primo assenso ad Anagni è arrivato il contrordine con una telefonata per indirizzarmi invece verso Alatri perché, così mi è stato detto, “era necessario il visto di un medico”, per cui ho ipotizzato che ad Anagni non ci fosse. Quindi ben due viaggi ad Alatri: uno per la richiesta e l’altro per il ritiro del farmaco. Tempo perso ad Anagni. A questo punto, pensavo, di poter procedere con le successive richieste e ritiri (anche perché l’iniezione del farmaco deve essere somministrata una volta al mese sempre lo stesso giorno, quindi va richiesto e consegnato per tempo) ma proprio nella mattina, l’unica (il giovedì per l’esattezza) in cui la farmacia ospedaliera di Anagni risulta aperta, il servizio non era disponibile”. Chiusa: la farmacia ospedaliera era chiusa. Nessuna indicazione, nessun avviso: ora l’alternativa probabilmente era quella di attendere il giovedì successivo ma se c’è urgenza? Recarsi ad Alatri! “La domanda è: ma ha senso tenere in piedi un servizio in queste condizioni?! È sufficiente aprire una farmacia ospedaliera che dovrebbe servire un significativo bacino d’utenza solo una volta a settimana?! Se il sistema Sanitario la riconosce a tutti gli effetti come una struttura ospedaliera dovrebbe erogare il servizio come tale. E perché la chiusura non programmata di giovedì?! Un servizio pubblico non erogato! Quindi tutti i mesi, ad ogni richiesta e somministrazione del farmaco sarò costretta a recarmi ad Alatri. Allora mi chiedo: quella di Anagni di farmacia a cosa serve?!? Se si necessita di farmaci così delicati è per serie problematiche di salute e non è giusto che i pazienti subiscano l’evidente inefficienza di certi servizi pubblici!” “Ad onor del vero – conclude la donna – devo ringraziare un professionista medico anagnino (attualmente anche amministratore) casualmente presente e aggiornato sulla vicenda. Si è immediatamente attivato intanto per informare i vertici e chiedere spiegazioni sulla chiusura della farmacia nell’unico giorno di apertura. Ma soprattutto ha preso il punto sicuramente da attenzionare e da portare prima possibile sui tavoli tecnici per gestirne la criticità”. “Io personalmente non mi aspetto che l’ospedale di Anagni torni ad essere funzionante come lo era un tempo, ma mi auguro che si possa attuare quanto prima una gestione oculata dei servizi, così da evitare che risorse utili ad altre prestazioni possano invece diventare un malsano spreco”. Anna Ammanniti
