Per ben otto anni un operaio di 35 anni residente a Ferentino si è sentito addosso quel marchio infamante, quello di aver abusato sessualmente della figlioletta della sua compagna di soli quattro anni. Nel 2020 i giudici del tribunale di Frosinone lo avevano condannato a nove anni di carcere più una provvisionale di 20 mila euro.
Ieri mattina però, i giudici della corte di Appello di Roma hanno ribaltato la sentenza: assolto perché il fatto non sussiste. L’avvocato difensore Tony Ceccarelli è riuscito a dimostrare che non c’era alcuna prova certa delle accuse che erano state mosse nei confronti del suo assistito. Dopo una lunga ed articolata arringa i magistrati capitolini si sono pronunciati per l’assoluzione. L’operaio che non era presente in aula non appena ha saputo la bella notizia è scoppiato in un pianto liberatorio dicendo al suo legale che aveva riportato alla vita non soltanto lui ma anche la sua famiglia distrutta dal dolore per quelle accuse infamanti. Mar. Ming.
