Introducevano un virus (il criptolocher) nei sistemi informatici delle vittime e poi chiedevano il pagamento di un compenso per disinstallare il virus.
Otto le persone, che sarebbero finite nella rete di un’organizzazione criminale che lucrava attraverso questo modus operandi. A conclusione delle indagini, il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio per sette persone, quattro di queste sono frusinati. L’accusa nei loro confronti è associazione a delinquere finalizzata all’estorsione, alla truffa e all’accesso abusivo di un sistema informatico. A capo di questa organizzazione malavitosa c’erano due ciociari, che dettavano le direttive dell’azione criminosa al fine di conseguire proventi delle attività illecite con modalità che precludessero e rendessero quanto mai ardua l’individuazione della provenienza dei profitti. Sui conti di questi erano stati transitati 1.640.202,96 euro nel periodo compreso fra l’ottobre del 2015 fino al marzo del 2017. I soldi sono stati trasferiti, verosimilmente, per l’acquisto di cripto valute sul conto corrente di una società che ha sede a San Francisco. Il conto corrente era stato acceso invece presso La Fidor Bank tedesca che opera nella compravendita delle cripto valute. Altri proventi illeciti sono stati investiti nella costituzione dell’impresa denominata PostebIt con sede legale in via Firenze a Frosinone. Tale impresa aveva un capitale sociale di 10.000,00 euro interamente versato. Nel collegio difensivo gli avvocati Giuseppe Spaziani, Angelo Pincivero, Andrea Caruso e Anna Romano Mar. Ming.
