Utilizzo di compensazione di crediti inesistenti per versamento di imposte dovute per un ammontare di oltre 700 mila euro. Questa l’accusa che ha portato ad una condanna di due anni di carcere per l’amministratore di una società di trasporti di 63 anni che ha sede ad Anagni.
Per la cronaca va detto che per analogo reato era finito sotto processo anche un autotrasportatore della stessa ditta. Ma quest’ultimo difeso dall’avvocato Claudio Pizzotti è stato assolto. Non è stato così per il 63enne che è stato condannato. La vicenda delle compensazioni dei crediti inesistenti è venuta fuori quando la ditta è andata fallita. E proprio a seguito dei controlli della Guardia di Finanza è emerso che l’amministratore di quella ditta di trasporti per non pagare l’iva aveva fatto figurare la compensazione di numerosi crediti. In realtà si trattava soltanto di un escamotage per non versare l’imposta sul valore aggiunto. Le indagini avviate in tal senso hanno fatto emergere tutta la verità.
Mar. Ming.
