(di Cesidio Vano) Ma quali santi, poeti e navigatori? Gli italiani sono sempre più un popolo di giocatori d’azzardo. Nel 2022, sono stati giocati online ben oltre 73,09 miliardi di euro, che sono valsi allo Stato 0,996 miliardi di gettito, con una spesa (perdita) nel complesso per i giocatori di 3,88 miliardi, rimasti nelle tasche delle società che gestiscono i siti di gioco online. La provincia di Frosinone ha fatto egregiamente la sua parte: in Ciociaria, nel 2022, sono stati puntati online (raccolta) 607.096.573,02 euro, con vincite per 571.242.153,96 euro (94,1% della raccolta) e una spesa (perdita) complessiva di 35.854.419,06 euro (5,9% della raccolta).
IL GIOCO ONLINE IN ITALIA I dati sul gioco sono quelli contenuti nel “Libro nero dell’azzardo” editato nei mesi scorsi da Cgil, Federconsumatori, e Fondazione Isscon (Istituto studi sul consumo). I numeri raccontano di un’Italia in cui le giocate pro capite, rispetto alla popolazione totale, sono salite da una media annua di 610 euro nel 2019 a una media annua di 1.241,93 euro nel 2022. Rispetto alla fascia demografica degli adulti (18-74 anni), invece, le giocate pro capite sono passate da una media annua di 843,42 euro del 2019 a una media annua di 1.719,65 euro nel 2022. Il fenomeno del gioco d’azzardo fa registrare una crescita clamorosa. In Italia innumerevoli sono i luoghi e le condizioni in cui si può giocare d’azzardo: slot machines, videolottery, gratta e vinci, scommesse sportive, lotto. Nel 2019 l’azzardo online rappresentava la metà di quanto giocato fisicamente. Nel 2020 i locali dell’azzardo sono stati chiusi per sei mesi a causa della pandemia, provocando il primo sorpasso del giocato online. Superamento confermato nel 2021, a fronte degli stessi mesi di chiusura. Nel 2022, senza più restrizioni di natura sanitaria, il gioco fisico è cresciuto moltissimo senza tuttavia raggiungere i livelli prepandemici. Il gioco online invece ha superato nel 2022 i 73 miliardi di euro, non solo confermando il sorpasso ma raddoppiando nei numeri rispetto al 2019. Nei primi sette mesi del 2023 si registra un’ulteriore crescita del 10%, rendendo probabile il superamento degli 80 miliardi a fine anno, nel solo online. Nel Lazio, nel 2021, secondo i dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sono stati aperti ben 513.428 conti gioco online, risultandone, nel complesso, attivi 1.664.484 ovvero il 10,4% di tutti i conti gioco attivi in Italia. Nella nostra regione, risultano pertanto attivi ogni 1.000 abitanti, tra i 18 e i 74 anni, ben 401 conti gioco. IL GIOCO ONLINE IN CIOCIARIA In provincia di Frosinone, nel 2022 si sono scommessi online ben 11,7 milioni di euro in più rispetto all’anno precedente. Infatti, nel 2021, la raccolta per i giochi in remoto era pari a 595.314.556,51 euro. Nel 2022, come si è già detto all’inizio, la raccolta è salita a 607.096.573,02 euro con un incremento di 11.782.016,51 euro pari ad un +2%. A livello provinciale, inoltre, ogni giocatore (di età compresa tra i 18 e i 74 anni) nel 2022 ha puntato online mediamente 1.775,22 euro, un valore che colloca la provincia di Frosinone 42esima in Italia per raccolta pro capite. Se si analizzano, invece, i soli dati relativi al capoluogo di provincia, emerge che i giocatori residenti a Frosinone (sempre nella fascia d’età 18-74), nel corso del 2022, hanno scommesso online quasi 55 milioni di euro, lasciando nelle tasche dei siti d’azzardo 3,6 milioni di euro. I numeri ripostati nel Libro nero dell’azzardo spiegano che i giocatori frusinati hanno scommesso in totale 54.959.878,45 euro e ne hanno vinti 51.362.499,66 con una spesa (perdita) di 3.597.378,79 euro (pari al 6,5% dei soldi puntati). Mediamente ogni giocatore residente nel capoluogo ha scommesso 1.753,27 euro nel corso dell’intero 2022. Le scommesse online fatte a livello di capoluogo, inoltre, rappresentano il 9,1% di tutta la raccolta fatta nella provincia di Frosinone. E se a Frosinone annualmente ci si è giocati – come detto – 1.753,27 euro procapite, nel resto della provincia le puntate sono state mediamente più alte: 1.777,43 euro a testa. Il rapporto sul gioco d’azzardo in Italia dice, però, anche un’altra e preoccupante cosa: “Nei territori ad alto tasso di criminalità organizzata la quantità di giocato online è abnorme. Nelle province di Benevento, Crotone, Reggio Calabria, Messina, Siracusa e Palermo si giocano somme triple o quadruple rispetto a Modena, Bergamo, Firenze, Trieste, Padova e Verona. Negli Enti Locali che hanno o hanno avuto decreti di scioglimento per infiltrazioni e condizionamenti di tipo mafioso, i numeri sono impressionanti. Non solo mafie però: l’azzardo, fisico e online, è infatti un luogo privilegiato per il riciclaggio di somme provenienti da aree imprenditoriali a storica elevata irregolarità, come il settore turistico pubblici esercizi (si vedano i dati anomali delle località costiere, a partire dalla Liguria) e l’imprenditoria cinese (che gestisce anche numerose sale slot)”. MA SONO SEMPRE I GIOVANI AD ESSERE PIÙ A RISCHIO “Su un campione di oltre mille ragazzi delle Scuole Superiori – si legge nel Libro nero sull’azzardo -, è risultato che un terzo, quasi tutti minori, ha dimestichezza con l’azzardo. In ogni classe ci sono mediamente tre ragazzi (il 12% del campione) che vedono l’azzardo al centro del proprio futuro. Non pare esserci una questione di genere, con numeri che si spostano tra ragazzi e ragazze solo nell’attrazione che esercitano i diversi giochi. Comincia ad essere evidente che una serie di videogiochi, considerati innocui, predispongono all’azzardo fin dall’infanzia. È il caso di quei giochi che simulano vincite o che richiedono acquisti in app per continuare a giocare. Per i più giovani il sorpasso sul gioco fisico da parte del gambling da remoto è cosa avvenuta da tempo. In questo senso quella dei giovani è singolarmente l’area più matura per esaminare il fenomeno e le sue implicazioni. Si gioca in classe, nella propria camera, in assenza di ogni controllo sociale possibile nel gioco fisico. Grazie alle carte prepagate si giocano somme sempre maggiori, spesso nella disattenzione dei genitori. La fascinazione che sui ragazzi ha poi il trading online, i cui contorni per molti versi non sono diversi dall’azzardo, è un’ulteriore complicazione per chi opera nel tentativo di contenere la crescita dell’azzardo”.
