Una storia paradossale si è consumata a Roma, una caserma trasformata in una proprietà privata con tanto di abuso di potere da parte di un ufficiale della Guardia di Finanza, vicenda portata alla luce da un sottoposto che ha deciso di confessare quanto accadeva sul posto.
Un giardino trasformato in un orto, i finanzieri obbligati a coltivare le verdure preferite del comandante, utilizzate poi anche in feste con amici dell’ufficiale. L’orto oltretutto veniva anche sorvegliato da un sistema di telecamere, per sorprendere qualche “malintenzionato” impegnato ad appropriarsi delle verdure del comandante. I figli dell’ufficiale potevano scorrazzare liberamente tra le stanze della caserma, come se fosse una ludoteca e i parcheggi privati della caserma venivano usati per parcheggiare le auto private dell’ufficiale, compreso il suo gommone. I finanzieri, secondo quanto emerso durante il processo, erano costretti a fare gli agricoltori e babysitter, per via delle minacce dell’ufficiale: “Se me fai girà i co… me tolgo er giacchetto e te gonfio. Se non te sta bene, fai domanda e vattene “. I fatti raccontati nel processo sembrano la trama di un film, ma secondo i giudici sono accaduti realmente e sono venuti alla luce grazie alla denuncia anonima di un militare della Guardia di Finanza. Il militare dopo 25 anni di servizio come “onorato servitore dello Stato”, non riusciva più a sopportare chi le regole non le rispetta. L’uomo inizialmente è stato individuato e accusato di diffamazione ed è finito a processo. Con l’aiuto degli stessi finanzieri però è emersa la verità ed è stato assolto. Anna Ammanniti
