Il salone di Rappresentanza della Provincia di Frosinone ha ospitato ieri la presentazione del primo rendiconto sociale provinciale dell’Inps. Nella circostanza, sono stati riproposti i dati raccolti nel dossier realizzato dalla Uil del Lazio e l’Istituto di ricerca Eures per monitorare la condizione delle disuguaglianze e delle povertà nella regione, realizzato grazie all’elaborazione delle dichiarazioni dei redditi del 2021 delle cittadine e dei cittadini del Lazio, anticipati lo scorso dicembre (leggi qui: https://www.tg24.info/provincia-poverta-in-ciociaria-il-reddito-medio-piu-basso-del-lazio-tarquini-uil-casalattico-e-terelle-comuni-piu-poveri/).
Il documento mette in evidenza come la Ciociaria, nel Lazio, faccia registrare il reddito medio più basso tra le 5 province della Regione. Anita Tarquini, presidente del Comitato Provinciale INPS, nonché Segretaria Generale della UIL Frosinone, ha ricordato che “la Ciociaria è il territorio del Lazio con il reddito medio più basso: poco più di 18mila euro (18.076). I numeri non lasciano dubbi – ha sottolineato –. A fronte di un imponibile medio regionale pari a 23.442 euro, quello delle lavoratrici e dei lavoratori romani è di 25.191 euro. Che tradotto significa per il nostro territorio un saldo negativo medio di oltre 5 mila euro annui rispetto al resto della regione e di oltre 7mila euro annui rispetto ai cittadini romani”. Nel 2021, il 46,7 per cento dei contribuenti che hanno presentato la dichiarazione fiscale, ha avuto redditi inferiori a 15mila euro. Soltanto il 2,4 per cento ha dichiarato somme superiori a 55mila euro, e questa è la percentuale più bassa tra tutte le province laziali. “Ma non è tutto – spiga Tarquini -. Nella classifica dei Comuni con reddito medio più basso, gli ultimi cinque posti sono occupati da Picinisco e Vitorchiano (con una media di 12mila euro), San Biagio Saracinisco (11mila euro). Mentre a Casalattico il reddito scende a poco più di 10mila euro e crolla a 9.890 euro a Terelle. Dati che ci fanno pensare alla solitudine in cui vive la popolazione anziana, visto che le persone in età da lavoro emigrano in luoghi lontani, in Italia e all’estero”. A fronte di questa situazione, si assiste all’incremento del numero dei percettori del reddito di cittadinanza passati da 24.ooo del 2019 a 31mila nel 2020 ai 33mila del 2021. Anche le ore di Cassa integrazione concesse dall’Inps a lavoratrici e lavoratori di Frosinone e provincia fanno registrare numeri in impennata: quasi nove milioni nei primi dieci mesi del 2022, cifra che colloca il territorio al secondo posto dopo Roma e la sua provincia. “Stiamo parlando di numeri che dimostrano quanto la geografia delle disuguaglianze di reddito sia multiforme – ha detto Tarquini –. Assistiamo a divari e conseguenti disparità da provincia a provincia, con una distribuzione della ricchezza che sta diventando sempre più disarmonica. E con il rischio sempre più concreto che povertà e disagio sociale continuino a crescere. Come possiamo vedere, l’INPS ha un ruolo fondamentale in questo contesto e noi siamo ingranaggi che devono farlo funzionare al meglio. Vederlo poi dall’interno, vedere gli operatori, i responsabili che hanno intensificato il loro lavoro, ci dà ancora di più la visione di quanto sia delicato ed importante il rapporto con le persone che hanno molte problematiche da risolvere. L’impegno costante c’è e ci saranno anche i risultati”. Cesidio Vano
