(di Roberta Pugliesi) Sta suscitando un vivace dibattito la notizia del ragazzino di appena 11 anni trasportato in pronto soccorso per aver abusato di alcol. Il fatto risale a sabato notte ed è accaduto ad Isola del Liri.
Secondo le poche informazioni che trapelano, in virtù soprattutto della giovanissima età del ragazzino, pare che a far scattare l’allarme siano stati i suoi amici. Il ragazzino è stato soccorso dai sanitari del Santissima Trinità e dopo un breve tempo in osservazione si è ripreso ed è tornato a casa. L’episodio, però, lascia sicuramente spazio alla riflessione. Che, in effetti, sta tenendo banco sui social network dove in tanti si domandano come sia potuto accadere un fatto tanto grave. Se da una parte nessuno è autorizzato a giudicare ed a puntare il dito contro le famiglie, è altrettanto vero che ad 11 anni avere la libertà di uscire a tarda serata e la disponibilità economica per acquistare più di una bevanda alcolica al punto da ubriacarsi e stare male, oggettivamente lascia perplessi. Ma questo impone un’altra riflessione: come è possibile che qualcuno abbia somministrato (o venduto precedentemente all’assunzione) bevande alcoliche ad un ragazzino di quella età?
