Alatri – Il Mibact definisce Palazzo Gottifredo “di grande interesse storico ed artistico”

Andrea Tagliaferri
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La notizia è stata diffusa dal presidente dell’omonima associazione, Tarcisio Tarquini, che non risparmia stoccate a ‘chi ha sminuito tale importanza’.

Pare che ieri mattina i proprietari di Palazzo Gottifredo abbiamo ricevuto una comunicazione del Ministero dei Beni artistici, notificata da un messo, che dichiara il palazzo Gottifredo un bene da tutelare del patrimonio artistico e culturale cittadino sottolineando anche la qualità del restauro-recupero condotto negli ultimi anni dagli architetti Alfredo Spalvieri e Giovanni Fontana. I due architetti, di cui uno, Spalvieri è proprietario di una grande porzione del palazzo, secondo Tarquinihanno avuto il merito e la costanza di investire professionalità, soldi, pazienza, per regalare a tutti noi il palazzo nella sua interezza, così come era quando a metà del Trecento un terremoto lo sventrò privandolo del suo ambiente più importante. Il salone è stato ricostruito rispettando, come nota il Ministero, tutte le preesistenze; non si è scelta la strada semplice e facilona che tante volte vediamo trucemente all’opera nelle iniziative di recupero condotte dalla mano pubblica. Il grande progetto di oggi – visto che la parte più difficile è stata fatta – sarebbe quello di utilizzare il palazzo ricomposto nella sua nobile unitarietà per funzioni civili, per attività culturali e formative, per servizi di accoglienza, e cioè come un polmone che, accanto alla parte comunale del museo, cerchi di dare nuova aria, nuova prospettiva di vita ad Alatri […] speriamo che leggere scritto nero su bianco l’elogio ministeriale porti a una nuova considerazione del Palazzo e degli straordinari cambiamenti che può determinare. Certo, per limitarci al minimo, non è un segno di una complessiva consapevolezza constatare che proprio davanti alla splendida architettura dell’ingresso è stato posizionato uno stallo di parcheggio, cosicché quello splendore risulta continuamente offeso per volontà di chi dovrebbe invece, come auspica il MIBACT, tutelarlo e valorizzarlo”. Il testo integrale del decreto del MIBACT:Nel corso dei secoli il palazzo è stato interessato da numerosi studi ed interventi di restauro, a cominciare dal ‘700 quando furono ristrutturati gli spazi interni della torre posteriore, in particolare furono ricostruiti i solai, crollati con il terremoto del 1348, a quote sfalsate rispetto agli originali, determinando così anche modifiche in facciata con nuove conformazione delle aperture. Attraverso l’ultimo restauro, dove è stata riproposta l’originale tipologia strutturale salvaguardando tutte le preesistenze di rilievo, si può rileggere l’intero ciclo storico del palazzo, il restauro, inoltre ha permesso, attraverso un’attenta ricostruzione delle parti originarie mancanti, una riqualificazione funzionale degli ambienti in modo da consentirne la valorizzazione. Tutto l’intero Organismo rappresenta una testimonianza storica di indubbia valenza architettonica sia per le sue caratteristiche intrinseche, che per la memoria che esso rappresenta per i cittadini alatrensi, legati alla figura emblematica del cardinale Gottifredo, con il quale la città conobbe un florido sviluppo economico e artistico. Il palazzo per quanto sopra detto è da ritenersi di grande interesse storico e artistico e come tale è meritevole di essere tutelato e conservato. Esso offre un’immagine di notevole qualità che per dimensioni e significatività di segno emerge su tutto il centro storico di Alatri elevando, insieme ad altri edifici storici, il patrimonio artistico e culturale della città.” A.T.
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