“Priorità a logistica e aiuti alle famiglie fragili”. “Nuovo piano sanitario con un occhio particolare ai territori provinciali, sono stati troppo penalizzati”. “Tagli pesanti al bilancio ma utilizziamo bene le risorse europee” : ecco cosa ci ha detto il Presidente Rocca nell’intervista che vi proponiamo.
Presidente siamo all’inizio di una stagione amministrativa che si preannuncia non facile. Quali sono le principali sfide che nell’imminenza deve affrontare la Regione Lazio? Ce ne sono parecchie. Per prima cosa dobbiamo fare di tutto per rilanciare l’economia. Ci sono dei segnali positivi ma non bastano. Il Lazio ha un potenziale enorme e lavorare fianco a fianco con le forze sociali è fondamentale per questa regione. Nessuno può farcela da solo. Ascoltare e condividere, favorire la partecipazione, come ha sottolineato il segretario regionale della Cisl Coppotelli in occasione dell’assemblea regionale della sua organizzazione sindacale, ci vede completamente concordi, lo dico con serenità, è certamente un modo efficace di procedere. Una grande sfida però è certamente affrontare progetti innovativi per questa Regione nonostante il pesante disavanzo che avete denunciato. Non è così? Beh certo, quella è certamente la grande sfida. Però diciamo che noi stiamo utilizzando tutte le risorse possibili. E’ vero, abbiamo avuto un bilancio colpito da tagli importanti come il deficit sulla Sanità e poi a causa della mancata parifica della Corte dei Conti sull’ultimo bilancio dell’amministrazione Zingaretti per circa 170 milioni. Sono stati sacrifici enormi, però stiamo usando i fondi europei in modo, credo, più appropriato e questo ci aiuta un minimo a compensare. Se volessimo entrare un po’ più nello specifico su cosa punterà il tentativo di rilancio del Lazio Tra le tante sfide penso che quella più importante sia quella della logistica, poi le tante famiglie fragili che devono essere aiutate ad uscire da una situazione di povertà sempre più diffusa e poi la più grande sfida, sempre la solita, quella della Sanità. Sento tutta la responsabilità sulle mie spalle anche perché ho voluto mantenere la delega, è un cammino duro, in salita, è un cammino difficile ma ce la faremo. E’ in procinto di presentare il nuovo Piano Sanitario, si riferisce a quello? Si, è un piano sanitario che rimetterà al centro i territori. Che non costringerà i cittadini a venire a Roma per trovare risposta alla loro esigenza di sanità se vivono in provincia. Sarà con quel piano, in approvazione a cavallo dell’anno, dunque tra un paio di mesi, con il quale intendiamo dare risposte vere ai territori del Lazio. Sarà su quel piano sanitario che chiederò ai cittadini del Lazio di essere giudicato tra quattro anni. Roma ha la sua centralità, ha le facoltà di medicina, i policlinici che forniscono eccellenza, attraggono risorse ed è giusto così. Un fatto questo che non giustifica, per esempio, che un territorio abitato da 600.000 abitanti come quello della provincia di Latina non abbia la cardiochirurgia o che Frosinone non possa offrire ai suoi cittadini tutte le specialistiche. Lo stesso discorso ovviamente vale per le altre province della nostra regione. Non è tollerabile pensare che coloro che abitano nelle zone più remote se devono andare a fare una visita oppure andare a visitare un parente in ospedale debbano fare tre ore di macchina all’andata e al ritorno. Noi vogliamo risolvere questi problemi. Abbiamo previsto di aumentare il numero delle diagnostiche su tutto il territorio regionale. Poi un’altra cosa della quale vado orgoglioso, lo dico senza polemica: stiamo rimettendo in riga il sistema sanitario privato accreditato. Lo stiamo facendo sul rispetto dei contratti e la sanità privata deve essere soggetto passivo di programmazione e non il paradosso, come nel passato, soggetto attivo di programmazione con la Regione costretta a subire le sue scelte e rispetto alle quali diventa difficile davvero fare una programmazione. Dario Facci
