(di Dario Facci) Era prevedibile ed è accaduto. La presenza del Presidente della Repubblica all’Assemblea nazionale dell’Unione delle Privince d’Italia dedicata alla riforma degli Enti non poteva che avere un esito. Il Presidente Mattarella, infatti, ha chiesto, nei termini corretti nei quali deve esprimersi il Capo dello Stato, che il governo non perda tempo sulla riforma.
Oggi i lavori continuano con i ministri, tra i quali anche Salvini (la Lega è il partito maggior promotore della riforma) e, in collegamento, il presidente del Consiglio alla cui volontà diretta sarebbe, da indiscrezioni, attribuita la volontà di rallentare sulla riforma partita a spron battuto in commissione Affari Coatituzionali del Senato. Massima attenzione, dunque, ai loro interventi sull’ormai caldissimo tema della riforma Province. Ecco come si è espresso il Presidente della Repubblica: “Le norme attualmente in vigore, che disegnano strutture e ambiti delle Province, sono legate a una transizione interrotta e anche per questo, indipendentemente dai giudizi sul merito del percorso allora ipotizzato, giudizi che io non posso esprimere, creano vuoti e incertezze che non possono prolungarsi, rischiando che cittadini e comunità paghino il prezzo di servizi inadeguati, di competenze incerte, di lacune nelle funzioni di indirizzo e coordinamento. La Costituzione richiede di essere attuata”.
