(di Alessandro Iacobelli) “Rispetto per tutti, paura di nessuno”, questo il diktat che il pubblico dello Stirpe spedisce al cielo. Matias Soulè è ormai un cult per i tifosi canarini. Il gol del 2-0 al Verona ha fatto impazzire l’universo gialloazzurro che sogna ad occhi aperti in questa prima parte di stagione in Serie A. Il gioiello argentino ha un conto ancora aperto con pali, traverse e… cene. Sì, squadra e staff stanno organizzando una bella grigliata che il ragazzo scuola Juventus ha promesso da qualche settimana.
Matias accarezza la sfera con quel piede mancino baciato dalla grazia, sforna assist ai compagni, manda al bar gli avversari e conclude l’azione. A tratti si spegne, tipica peculiarità dei sudamericani, un po’ come Pastore ai tempi del Palermo. Tecnica e testa (in tutti i sensi). Lui e Barrenechea. Il funambolo e il metronomo: due colpi targati Angelozzi. Sugnizzi senza paura oggi, campioni domani? Nel post-partita di Frosinone-Verona Soulé ha parlato in mixed zone: “Ogni partita la giochiamo sempre al massimo, per noi sono tutte finali. Giochiamo sempre alla stessa maniera, con la palla tra i piedi, con il palleggio, le uscite dal basso. Dobbiamo proseguire su questa strada senza però adagiarci”. Il calore della gente ciociara “Ringrazio tutti i tifosi. E poi ho preso anche due pali, peccato”. Le parole di Eusebio Di Francesco “Mi ha detto: non hai fatto niente, continua così. Mi trovo molto bene con i suoi concetti di calcio, come mi trovo bene con i miei compagni. Senza di loro non potrei fare quello che faccio. Prima di venire qui al Frosinone il mister mi aveva detto al telefono come voleva che giocassi”. Sognando Messi e Neymar “Messi provo a guardarlo, lui è incredibile, per me è una divinità. Mi piaceva anche Neymar ai tempi del Barcellona. E io cerco di imitare per quanto posso quelle giocate”. Le voci sulla Nazionale “Veramente non so nulla, io penso a giocare. Ho appena iniziato e voglio restare concentrato su questa strada”.
