Ferrovie Lazio – Disservizi e usura anomala delle ruote dei treni, “indagherà” il Politecnico di Milano

Cesidio Vano
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Corse dimezzate e continui disservizi sulle linee ferroviarie del Lazio. Il caso era stato denunciato lo scorso mese di settembre dai pendolari e da esponenti politici (leggi qui https://www.tg24.info/lazio-ferrovie-a-settembre-oltre-1-000-corse-cancellate-trenitalia-colpa-del-caldo-ma-il-prc-attacca-azienda-e-regione/). Ora sarà il Politecnico di Milano a studiare il caso e spiegare cosa, tra il 13 e il 29 settembre scorso, ha causato l’annullamento di centinaia di corse su diverse tratte ferroviarie laziali a causa dell’usura anomale delle ruote dei treni, che – stando alle prime dichiarazioni di Trenitalia – sarebbe dovuta in parte al caldo eccessivo registrato.

L’altro ieri, infatti, in Commissione Mobilità e trasporti del Consiglio regionale, presieduta da Cosmo Mitrano, sono stati ascoltati i vertici di Rfi e Trenitalia, mentre per le tratte date in concessione, l’assessore ai Trasporti Fabrizio Ghera ha annunciato 110 milioni in più per gli investimenti, provenienti dal Fondo per lo sviluppo e la coesione, stanziati dal Governo nazionale per completare gli interventi sulla Roma Lido e sulla Roma Nord, i cui costi sono lievitati negli ultimi anni. Sarà, dunque il Politecnico di Milano a condurre uno studio per capire le cause dell’anomala usura delle ruote che ha dimezzato il numero dei treni in circolazione su tre linee delle ferrovie regionali (la Fl 1, la Fl 2 e la Fl 3) dal 13 al 29 settembre. È quanto deciso nel corso dell’audizione, richiesta dalla consigliera del Pd Michela Califano, dei i vertici regionali di Rfi e Trenitalia, in Commissione Mobilità. Califano ha ricordato come: “Il 13 settembre è una data emblematica per le ferrovie regionali ci sono stati grandi disagi per i pendolari, un’emergenza gestita con leggerezza, siamo rimasti colpiti dall’assenza di notizie. Conosciamo il problema che ha causato queste interruzioni, c’erano state date assicurazioni sui lavori da fare, la manutenzione doveva essere conclusa entro i primi di settembre. E invece: più di 250 corse cancellate, quasi la metà ogni giorno. Chiediamo di conoscere a oggi lo stato dei fatti. E chiediamo che vengano risarciti i pendolari: hanno pagato un abbonamento di cui a settembre non hanno potuto usufruire. Alla Giunta regionale chiediamo cosa pensa dei 234 milioni di euro di finanziamenti stralciati da Salvini: servivano al raddoppio della Cesano-Bracciano”. Il presidente della Commissione, Mitrano ha evidenziato come la situazione sia ora “tornata a livelli ordinari in anticipo rispetto a quanto previsto. Si tratta di un tema molto delicato, probabilmente legato ai cambiamenti climatici”. Andrea Ricci (Osservatorio regionale trasporti) ha sottolineato che “ci sono stati disagi molto gravi in questo periodo sulle linee di Trenitalia, il problema dei bordini delle ruote si sta ripetendo dal 2011, finalmente è stata trovata una soluzione definitiva e strutturale? Diamo atto a Trenitalia di aver cercato di ridurre al massimo i disagi, ma palliativi non sono sufficienti”. I tecnici intervenuti hanno provato a spiegare il fenomeno: Andrea Telera (Rfi) ha riferito: “Il fenomeno è noto, si verifica su linee con curve a raggio stretto, per mitigare l’usura, ci sono dispositivi di lubrificazione automatici, 35 nel Lazio, perfettamente funzionanti, dopo quello che è successo abbiamo incrementato la frequenza di lubrificazione e attuato la stessa procedura su altri 30 tratti di linea. Dobbiamo capire bene a cosa sia dovuta l’usura anomala che abbiamo registrato prima a luglio sulla Fl 3 e poi a settembre anche sulle altre due linee. Per questo abbiamo avviato uno studio con il politecnico di Milano: abbiamo individuato delle alcune linee pilota, che saranno percorse da treni prova. I dati che ne ricaveremo serviranno a elaborare un modello matematico per trovare la causa sistemica”. Fausto Del Rosso (Trenitalia) ha spiegato: “Nell’arco di 10 giorni la nostra flotta è stata decimata, ruote che si consumano nell’arco di 150mila chilometri hanno mostrato usura dopo appena 5mila. Abbiamo effettuato 200 torniture di ruote, con 4mila ore di lavoro, anche in sette officine di altre Regioni. Avevamo ipotizzato di tornare alla normalità a partire dal 6 ottobre, ci siamo riusciti già venerdì scorso, il 29 settembre”. L’assessore Ghera ha hato atto che “è stato fatto il possibile per trovare una soluzione, è stato danneggiato il sistema regionale dei trasporti. Durante l’emergenza siamo rimasti costantemente in contatto con Trenitalia e chiesto maggior impegno nella comunicazione. Diamo atto che dopo il disastro del picco di mancanza di treni c’è stata una risposta, chiediamo che non accada più. Ovviamente applicheremo a Trenitalia le penali previste dal contratto di servizio”. Cesidio Vano
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