Verso Roma-Frosinone, Mourinho tuona: “Non sono io il problema. In estate ho rifiutato un’offerta pazza”

Alesssandro Iacobelli
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(di Alessandro Iacobelli) La vigilia di Roma-Frosinone in casa giallorossa è all’insegna della tensione. Nella conferenza stampa pre-partita lo Special One Mourinho sbotta con una serie di dichiarazioni dense di una lapalissiana amarezza. Il 4-1 patito ad opera del Genoa con ogni probabilità ha fatto rovesciare una pentola di acqua bollente già da tempo pericolante.

Il portoghese ne ha un po’ per tutti: “Quello che posso dire è che tre mesi fa più o meno, parliamo del periodo di Budapest, c’era quasi un dramma a pensare che io potessi andare via. A Budapest, in campo, ho detto ai giocatori e allo staff che sarei rimasto, due-tre giorni dopo abbiamo giocato contro lo Spezia ed ero squalificato, torno in campo dopo la partita e ho detto ai tifosi che sarei rimasto. Due-tre giorni dopo, ho trovato il presidente Dan Friedkin e gli ho dato la mia parola che sarei rimasto”. La super offerta estiva “Durante le vacanze, ho avuto la più importante e più pazza offerta di lavoro nella storia del calcio e l’ho rifiutata per la parola ai miei giocatori, ai miei tifosi e al mio proprietario. Tre mesi dopo sembra che io sia un problema e non lo accetto, non leggo e non sento le tv, però ho amici, giocatori, collaboratori, gente che mi fa arrivare certe cose e non lo accetto”. In giallorosso fino al 30 giugno “Non sono io il problema della Roma, la scadenza non mi interessa. Non lo accetto, io non sono il problema. Nel calcio e nella vita le cose sono multifattoriali: neanche nel momento della vittoria si può dire che il responsabile è quello lì, siamo tutti responsabili. C’è solo una persona che mi può dire che finisco prima del 30 giugno, è mister Friedkin. Se non me lo dice, io sono qui fino al 30 giugno, in scadenza o con dieci anni di contratto non mi cambia niente. Sono la stessa persona che ha dato la parola ai giocatori, ai tifosi e al mondo. La mia carriera è così, quando parlo io parlo al mondo, non solo a voi”. Pressione? Fischi? Niente paura per Mou “Non ho paura della pressione esterna o domani dei fischi dello stadio: se mi cercano, mi trovano a Trigoria, che è dove vivo. Non c’è né paura, né mancanza di fiducia: l’unica cosa che pensiamo tutti è vincere domani contro il Frosinone. Vogliamo e dobbiamo vincere. Non dobbiamo cercare nessun tipo di alibi nel senso di ritirare responsabilità di questa partita. Abbiamo avuto 3 partite prima della fine del mercato dove quell’unico punto ci ha lasciato in una situazione che a tanti giocatori ha lasciato un peso. Dopo l’Empoli e l’Europa League pensavo che quel peso fosse uscito ma non è successo. Il pareggio a Torino in condizioni normali, visto che in Serie A squadre potenzialmente inferiori sanno fare risultato contro le big, e quel punto lì è diventato negativo ma se arrivavi con 7 punti sarebbe stato positivo perché l’avversario era difficile. A Genova mi aspettavo continuità e miglioramento ma non è successo”.
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