Fontechiari – Straziante addio ad Alessio Tuzi. I colleghi della Campoli Soccorso: “Sarai sempre con noi”

Roberta Pugliesi
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(di Roberta Pugliesi) La divisa di autista del 118 ed il casco della Protezione civile sulla bara. Ultimo viaggio questa mattina per Alessio Tuzi. Sono stati i colleghi di lavoro ed i volontari della Protezione civile a portare a spalla il feretro del giovane di 30 anni deceduto a seguito del tragico incidente lungo la superstrada Sora-Cassino insieme alla sua fidanzata Iris con cui viaggiava verso la città volsca per raggiungere gli amici.

Una folla si è riversata nella chiesa e nel piazzale antistante l’edificio sacro per l’ultimo saluto ad un giovane buono, a “Bobbetto”, così lo chiamavano tutti. La celebrazione di don Alessandro Rea è stata toccante, specie nel ricordo dell’impegno nel “proteggere e sostenere la vita. Parlo ai ragazzi di Campoli, colleghi di lavoro di Alessio, e vi ricordo che la vita va protetta – ha detto il sacerdote -. Con i suoi 30 anni, Alessio è una grande testimonianza di vita, di impegno, di solidarietà. Ora Dio raccoglie gli intenti i progetti e l’impegno di Alessio, noi lo ricorderemo come colui che ha donato la vita per il prossimo“. Commovente il momento in cui le sirene delle ambulanze e delle auto della Protezione Civile hanno rotto il silenzio di Piazza Marconi mentre volavano nel cielo palloncini colorati. Prostrati dal dolore amici e familiari. C’era il papà distrutto dall’ inconsolabile dolore, poiché la mamma è ancora ricoverata in ospedale. Lunedì però verrà dimessa e sarà presente al momento della tumulazione. Il feretro di Alessio, è stato accompagnato nella cappella del cimitero in attesa che ci sia anche la madre, colei che gli ha donato la vita, colei che potrà solo accarezzare un’ultima volta la fredda bara del suo amato figlio.
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