Padre di tre figli disabili chiede il congedo ma l’Inps lo respinge

Marina Mingarelli
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Chiede il congedo per accudire i suoi tre figli disabili e rischia il licenziamento perché l’Inps non vuole accordarglielo.

E’ la storia di un 60 enne di Ferentino padre di tre figli affetti da malattia di “Batten variante 2”. Si tratta di una patologia degenerativa che porta la persona affetta all’impossibilita’ di muoversi oltre alla cecità irreversibile. Ebbene l’uomo che insieme alla moglie si occupa dei tre ragazzi si è sentito rispondere dall’Inps che aveva già usufruito del congedo di due anni, dunque doveva tornare al lavoro . Per ben tre volte dall’Inps si è visto respingere il congedo straordinario. Per tale motivo è stato costretto, a rivolgersi al tribunale di Frosinone, in via d’urgenza, per ottenere giustizia. Il calvario inizia quando il genitore, difeso dall’avv. Marco Diana e dipendente di una società di impianti elettrici, circa un anno fa, ultimava il periodo di due anni di congedo fruito per assistere al primo figlio disabile; in ossequio ad una disposizione di legge ben chiara avanzava domanda per fruire del periodo di congedo anche per la seconda figlia, quest’ultima affetta da medesime patologie. Da questo momento al dramma della malattia si aggiungeva l’ingiustizia dell’ente previdenziale che per ben tre volte rigettava, per analoghi motivi, la domanda di congedo, contravvenendo a una specifica norma di legge e a precedenti pronunce della Suprema Corte di Cassazione. Tutti e tre i ricorsi, presentati con l’assistenza dell’avv. Marco Diana, hanno trovato pieno accoglimento in tribunale assicurando al padre malcapitato il riconoscimento del congedo previsto dalla norma e dunque la possibilità di poter garantire assistenza e sostegno ai propri figli. L’uomo sta facendo di tutto per assicurare ai suoi ragazzi una qualità della vita migliore possibile. Per poterli portare a visita presso un centro attrezzato della capitale ha dovuto acquistare una macchina per disabili pagandola ben ottantamila euro. Tutta la sua vita, così come quella della moglie, ruota intorno ai suoi sfortunati ragazzi che fino ad una decina di anni fa erano sani e pieni di energia. Adesso vivono in stato vegetativo sui loro lettini. E siccome vengono alimentati con un sondino i due coniugi hanno dovuto seguire un corso per imparare a dare loro da mangiare. Anche la notte sono sempre vigili perché debbono aspirare la saliva per permettere loro di respirare bene. E se non fosse per gli operatori di una associazione benefica che li aiutano quotidianamente per loro sarebbe veramente difficile gestire tre figli disabili.
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